Supporto psicologico e social, nella Rete non è tutto oro

Sarà lo scoppio della guerra in Ucraina, sarà che eravamo tutti stufi dopo due anni di notizie martellanti sul Covid, ma come per magia il virus è sparito. Puff. E nonostante sia in corso una vera e propria rimozione di massa, l'onda lunga della pandemia resta, con stress, ansia, depressione, disturbi alimentari e problematiche relazionali; e a farne le spese sono soprattutto bambini e adolescenti. Così, grazie anche ai 20 milioni di euro stanziati dal Governo per il Bonus Psicologo, sono schizzate le richieste d'aiuto. E i social che ruolo giocano? Innanzi tutto sono stati un rifugio: vi ricordate gli aperitivi su Zoom, le dirette e i tutorial? Ognuno ha provato a resistere all'isolamento reale con una presenza online. I social davvero ci hanno tenuto in contatto, fatto sentire meno soli. Su Instagram sono poi nati account di supporto psicologico, seguitissimi, come @psicoadvisor, @guidapsicologi e @unobravo_net. Tutti gestiti da professionisti e pieni di articoli e approfondimenti interessanti. Ma se d'ogni verità anche il contrario è vero, dall'Università di Bath arriva una ricerca sorprendente: con una settimana senza l'utilizzo dei social, cala l'ansia e migliora il benessere. Lo studio individua nella lente distorta della mondanità esibita sui social, nella felicità posticcia, nelle vite inarrivabili mostrate degli influencers, la fonte di invidia sociale, frustrazione e senso di inadeguatezza. Dunque ricordare sempre: non è tutto oro quello che luccica.


@maddai_


Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Giugno 2022, 14:42
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