Mottarone, se un video fa la storia
di Maddalena Messeri

Mottarone, se un video fa la storia

Ha lasciato tutti senza parole il video della funivia del Mottarone. L'Italia, già sconvolta dalla vicenda che ha visto morire 14 persone, ora sa come sono andate davvero le cose. Il video è diventato virale e non senza strascichi. Quei momenti di terrore saranno fondamentali per le indagini ma hanno aperto un vaso di Pandora sui social, dividendo l'opinione pubblica in due fazioni: gli indignati per la pubblicazione e i difensori del diritto di cronaca. E continua ad interrogare ognuno di noi: è giusto vedere cosa è successo durante la tragedia, attimo per attimo? È corretto nei confronti delle vittime? E quando lo vedrà il piccolo Eithan, unico superstite, cosa potrà pensare? Domande aperte e applicabili qualsiasi dramma diventi di dominio pubblico. Certo è che la curiosità è insita nella natura dell'uomo, come la ricerca morbosa di dettagli, il voler conoscere i retroscena, elementi che, insieme alla spettacolarizzazione, creano la comunicazione moderna.


Anche il video del Mottarone diventerà, come i suoi analoghi nel passato, un pezzo della nostra (negativa) storia collettiva? Forse sì, proprio come è accaduto per il video del crollo del Ponte Morandi, l'attacco delle Twin Towers l'11 settembre, I can't breathe con George Floyd, o per un parallelo storico i video dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki o la liberazione dei campi di concentramento nazisti, con le loro impressionanti immagini. Sapere è sempre meglio che non sapere. Come direbbe Humphrey Bogart: è la stampa, bellezza! 


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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Giugno 2021, 15:18
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