Il mulino che va a follower

Il mulino che va a follower

di Maddalena Messeri

C'era un tempo in cui i mulini di paese erano attivi, ci si portava il grano raccolto con fatica nei campi che diventava farina grezza, con cui poi si preparavano dei grandi pani scuri dal sapore deciso, rigorosamente cotti nel forno a legna. Con l'industrializzazione della panificazione c'è stato invece il boom delle farine raffinate e del pane bianco standardizzato e quasi insapore. Il pane nero non lo conosce quasi più nessuno ed è proprio dalla voglia di salvare le nostre radici che è nata l'idea di Stefano Caccavari, giovane imprenditore calabrese, che ha riavviato un antico mulino in disuso a San Floro.
Il suo aiuto più grande? I social network: grazie a una rete di 180 mila followers su Facebook ha potuto avviare una campagna di crowdfunding e aprire un secondo mulino a Buonconvento in Toscana. Mulinum nasce nel 2016 per creare una filiera del grano sicura e locale. Ora siamo 300 soci, conosciuti online, e l'obiettivo è quello di diventare la prima azienda bio italiana dichiara orgoglioso Caccavari. Così a Buonconvento da 300 ettari di campi coltivati con grani antichi (più digeribili ma dimenticati perché anti-economici) i ragazzi di Mulinum prepareranno il pane sciapo, il Cappelli, cotto in forno a legna d'ulivo, il Verna e poi anche i cantucci e il Pan co' santi. L'esempio lampante di come il sogno di un singolo, se supportato da una comunità - in questo caso da una community - può diventare presto realtà. @maddai_


Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 Agosto 2022, 11:39
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