Se l'Iran oscura la Rete

Se l'Iran oscura la Rete

Mahsa Amini, 22 anni, è stata arrestata dalla polizia religiosa iraniana poiché non indossava correttamente il velo. Non è più tornata a casa. La polizia ha parlato di un incidente sfortunato, poi addirittura di problemi al cuore. Ma il padre testimonia che Mahsa stava benissimo, e che anzi il corpo gli è stato riconsegnato ricoperto di lividi. L'accusa è una sola: femminicidio. Nel giro di poche ore la protesta è esplosa, dal Kurdistan in tutto il Paese, con manifestazioni partecipatissime contro la repressione e le discriminazioni di cui sono vittime tanto le donne quanto la minoranza curda presente in Iran. In piazza le donne hanno bruciato i loro Hijab e tagliato i propri capelli, e al loro fianco per la prima volta nella storia, anche tantissimi uomini. I video sono arrivati in tutto il mondo grazie ai social. La risposta delle autorità sciita qual è stata? Cariche violente contro i manifestanti (siamo a 35 morti e oltre 700 arresti) e blocco della Rete, di Instagram e Whatsapp. Se non li puoi azzittire, gli puoi impedire di comunicare è così che funziona la censura ai tempi dei social. Dunque Elon Musk è sceso in campo e ha attivato Starlink per tentare di garantire la connessione internet ai manifestanti, ma perché funzioni è necessario che qualcuno porti in Iran degli appositi terminal. E @ksadjadpour twitta: Dubitiamo che il governo iraniano sosterrà i terminal, ma l'amministrazione Biden è pronta ad intervenire.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Settembre 2022, 10:28
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