Dopo un anno di solitudine
di Maddalena Messeri

Dopo un anno di solitudine

Dodici mesi dal famoso paziente 1 di Codogno, l'incubo è iniziato in sordina e come il Napalm è esploso d'improvviso: in un anno in cui si è stravolto il mondo. Se ci si ferma a pensare a tutte le cose che abbiamo vissuto, viene lo sconforto.

 

Ma questa pandemia, che ci ha confinati e messi a tu per tu con la solitudine, l'abbiamo sopportata anche grazie all'aiuto dei social, condividendo con gli altri le nostre giornate, le paure e le speranze. In effetti, secondo un studio di Comscore, la navigazione è aumentata del 26% per gli adulti e del 38% per i giovani: in media passiamo online tra le 3 e le 4 ore. Siamo partiti da #iorestoacasa, all'#andràtuttobene, dal #poivorrei al #celafaremo. Tutti esperti virologi, igienisti, panettieri, commentatori di talk.

 

E adesso? È passato un anno, siamo sempre più social, ma le restrizioni cominciano a pesare: mentre prima aspettavamo con ansia le dirette di Conte, oggi addirittura poco importa se Draghi non ha neanche Facebook. Anche sui social è tutto un quando aprono le regioni, e gli impianti sciistici?. L'Italia è arrivata al capolinea, e come durante la scorsa estate, è ripartita la fase più edonista. Così è boom di pranzi all'aperto, aperitivi, ciaspolate e giri sulla spiaggia. Tanto domani è un altro giorno, per il resto si vedrà.
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Febbraio 2021, 17:01
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