Mate 40 Pro: la recensione del nuovo super smartphone di Huawei
di Lorenzo Capezzuoli Ranchi

Mate 40 Pro: la recensione del nuovo super smartphone di Huawei

Bello, funzionale, pronto per il 5G e con la capacità di scattare delle fotografie mozzafiato. Il nuovo Huawei Mate 40 Pro sgomita prepotentemente fra gli smartphone di alta gamma, assicurandosi uno spazio degno di nota nel segmento.

 

 

Il design

C’è a chi piace e a chi no. Fatto sta che il nuovo ring scuro con cui Huawei ha deciso di connotare la nuova gamma Mate (rivisitato rispetto al precedente Mate 30) lo rende immediatamente riconoscibile. Senza poi dimenticare le particolari colorazioni che il colosso cinese ha deciso di utilizzare per il suo nuovo smartphone: in particolare il bianco perlaceo, ribattezzato Mystic Silver, cattura delle sfumature di colore dal turchese al roseo, rendendo il Mate 40 Pro davvero molto bello anche da sfoggiare (per gli amanti della sobrietà invece c’è anche una colorazione tutta nera). Dicevamo poi del ring, al cui interno trova spazio tutto il comparto fotografico, curato al dettaglio grazie alla partnership strategica con Leica: 50 MegaPixel per la camera ultra-grandangolare, 20 per il grandangolo e 12 per la lente tele. Sulla parte frontale invece una doppia fotocamera molto discreta permette di realizzare video in 4K, oltre ad utilizzare la funzione di sblocco del dispositivo rapido grazie al 3D Face unlock.

Lo schermo

Splendido. Con gli angoli curvi fino a 88°, linea unica e sinuosa a ricongiungersi  scendendo fino ai limiti della scocca posteriore (attenzione ai più sbadati, che potrebbero causare danni molto costosi) il display del nuovo Mate 40 Pro raggiunge delle tonalità di colore davvero vivide senza mai stancare troppo lo sguardo e anzi rimanendo sempre nitido e ben illuminato. Lo schermo è sempre molto reattivo e fluido: d’altronde stiamo parlando di un pannello da 6,7 pollici Oled con un framerate da 90 Hz che si comporta bene in tutte le situazioni. A supporto poi l’impianto audio del Mate 40 ha una profondità di suono molto avvolgente e convincente, quasi sovradimensionato per coloro che si limiteranno alla suoneria senza vedervi video, film o serie tv.

 

Come va

La cosa sicuramente più apprezzata da tantissimi utenti sarà la ricarica super rapida: lo smartphone infatti, grazie al sistema di ricarica supercharge ricarica la sua batteria da 4.400 mAh (non la più grande del mercato, ma anche lei si difende bene) fino all’85% in circa mezz’ora, permettendo di trasformare anche un rapido pit stop in un pieno di energia. Inoltre è già pronto per il 5G, che permetterà di utilizzare a pieno la prossima tecnologia dati, e resistente anche agli schizzi e alle immersioni fino a 1,5 metri (almeno così dice la casa, noi non abbiamo azzardato). Completa il tutto una Ram da 8 GB e uno spazio di archiviazione da 256 Giga.

Dando poi spazio all’analisi del sistema operativo, basato su un sistema Android 10 OpenSource, non dobbiamo dimenticare che il colosso asiatico si è trovato a dover provare a fare tutto da solo nel giro di poche settimane e, dopo soli pochi mesi, è riuscito a presentare convincentemente un sistema funzionante e con davvero pochi difetti.

Per prima cosa il mondo Petal, che tenta di sostituire tutto l’universo Google, ha ampi margini di miglioramento (tutto sommato va anche giustificato a causa proprio della sua giovane età), e lascia intravedere alcune chicche davvero uniche e che ben presto probabilmente troveremo anche sulla concorrenza: solo per citare due esempi, è molto piaciuto nel sistema Petal Maps l’analisi degli itinerari, stilati non solo in base al traffico e alla congestione stradale, ma anche in base al numero di semafori presenti sui vari percorsi. Altra particolarità, a dimostrazione di quanto Huawei abbia posto l’attenzione ad un approccio davvero user-friendly è anche la diversa e personalissima configurazione del display durante le chiamate: mentre si stacca l’orecchio dal display infatti, appaiono subito diverse scorciatoie molto utili, come il blocco note per prendere subito e rapidamente degli appunti, o la possibilità di aggiungere in rubrica direttamente il numero in collegamento o magari un altro dettato dal nostro interlocutore.

Promosso, nonostante il prezzo di 1249 euro.

 

Un occhio green

Infine il Mate 40 Pro strizza l’occhio anche all’ecologia: la casa cinese infatti ha deciso di ridurre al minimo la plastica, che ora è poco più di un terzo rispetto a quella precedentemente usata, e anche i manuali sono stati sensibilmente ridotti per tagliare l’uso della carta e degli inchiostri più dannosi. Huawei ha poi preso davvero sul serio il cambiamento climatico e nel 2020 è arrivata a  riciclare oltre 3.000 tonnellate di rifiuti elettronici, utilizzando poi fonti di energia rinnovabile per la produzione dei suoi prodotti.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Novembre 2020, 21:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA