Donne e Stem, come sfatare un pregiudizio e formare le programmatrici di domani

Donne e Stem, come sfatare un pregiudizio e formare le programmatrici di domani

Il gender tech gap sta diventando, sempre di più, una questione da risolvere e su cui stiamo facendo ancora molta fatica. Ma da dove viene questo divieto che vuole allontanare le donne delle materie STEM (dall'inglese science, technology, engineering and mathematics)? Un sondaggio portato avanti da Microsoft ha evidenziato come su un campione di 11.500 bambine - tra gli 11 e i 12 anni - queste sono interessate alle materie STEM tanto quanto i loro coetanei dell’altro sesso. Tra i 15 e i 16 anni, invece, si registra un calo notevole: solo il 5% di loro si immagina a svolgere una professione informatica o ingegneristica, un valore molto basso se comparato con il 18% dei ragazzi.

Questo cambiamento di rotta durante la fase dell’adolescenza potrebbe essere il campanello d’allarme su quanto faccia paura essere donne in un settore guidato ancora da soli uomini. Ma c’è una controtendenza, sebbene ci sia molto da lavorare, ci sono comunque dei dati confortanti. Secondo una ricerca realizzata da Ipsos per Save The Children, nonostante le donne continuino a essere considerate “poco adatte” a un ambiente STEM, il 54% delle studentesse le trova interessanti e ne sono incuriosite. Inoltre, nel 2021, il Ministero dell’Università ha registrato una crescita della percentuale di ragazze che ha deciso di iscriversi a corsi di carattere matematico-scientifico, facendo salire il valore al 22%, con un aumento del 15,4% di iscrizioni a corsi di informatica e tecnologie Ict.

E, a dimostrare quanto sia cambiata la tendenza è proprio una donna, Alessia Luminari, head of placement di Epicode, di una delle società di Ed-Tech leader in Europa, EPICODE, che proprio in questi giorni lancia il secondo dei tre corsi sulla Cybersecurity, con un focus dedicato proprio alle programmatrici.

«Abbiamo capito l'importanza e soprattutto le difficoltà delle aziende nel reperire figure di questo tipo - spiega - è un settore in grande crescita: qualsiasi azienda grande o piccola fa uso dell'IT e delle tecnologie. Questo comporta grande richiesta e grandi margini di crescita anche del professionista, un aspetto non trascurabile, visto che oltre a essere ben retribuito è un ambito molto inclusivo, attento alla diversity, che ha creduto sin da subito nell’importanza della diversità culturale e di genere all'interno dei team di lavoro».

Non porsi limiti ma soprattutto non farsi mai spaventare dai paradigmi precedentemente stabiliti: è questo lo state of mind che caratterizza il team di Epicode quando si parla di gender tech gap. Lavorare sulla consapevolezza dei propri mezzi e sulla self confidence, oltre che sulle competenze tecniche, diventa il concetto chiave quando si parla di formare ragazze e donne che decidono di intraprendere la carriera nel mondo ICT.

«Spesso le competenze superano i titoli - continua Alessia Luminari - mi spiego meglio: è ormai chiaro alla maggior parte delle aziende che, per lavorare nel tech (a eccezione di alcuni ruoli) non serve una laurea. Questo apre le porte a tutte le persone che per un motivo o per l'altro hanno dovuto fare delle scelte nella propria vita che li hanno portati a fare altro, per poi ritornare a un settore che davvero li possa soddisfare. Un concetto che è difficile da scardinare ma che sia in Italia che in Europa ha avuto sempre di più una buona risposta da parte delle donne: il numero di ragazze nelle nostre classi è cresciuto. Penso che sia dovuto alla community che abbiamo creato e agli esempi che ogni giorno portiamo: abbiamo degli eventi dedicati proprio al confronto tra i vecchi e i nuovi Epicoder e le ragazze sono quelle che accolgono i nostri inviti con più facilità, proprio perché vogliono andare a risolvere quei dubbi o domande che prima di iniziare il corso avevano anche loro. Inoltre, il team Epicode è per la maggior parte al femminile e nella docenza abbiamo delle menti brillanti che sono l'esempio vivente che non esiste una reale differenza».

Per questo Epicode, nella sua lunga cavalcata verso la gender equality, non perde occasione per fare, alle sue studentesse, del sano mentoring con chi è riuscita a imporsi in un ambito che il mondo vuole sia governato da uomini, ma che lentamente si sta aprendo sempre più alle donne riconoscendogli tutto il valore e le competenze che le caratterizzano.

«Ho la fortuna di lavorare con molti ragazzi giovani - conclude - e ho sempre più il piacere di constatare che le cose stanno cambiando e che la nuova generazione di insegnanti ed educatori è sempre più attenta a mostrare a studenti di ogni genere tutte le possibilità che hanno davanti a sé per essere loro i veri protagonisti della propria vita».


Ultimo aggiornamento: Martedì 7 Giugno 2022, 10:59
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