Investire nelle startup: le dieci regole per non sbagliare

Investire nelle startup: le dieci regole per non sbagliare

Investire in startup è ormai alla portata di tutti ma è un’operazione molto rischiosa, dato che la percentuale di fallimento sfiora il 90% delle imprese. In aiuto arriva Seed Money, uno dei primi programmi privati di accelerazione e incubazione di startup in Italia, che dispense le 10 regole per scegliere fra le numerose aziende già presenti sul mercato.

 

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1) Prima regola: non ci sono regole - Il successo dell'investimento è il risultato di un'alchimia che solo in parte può essere imputabile alla presenza di determinate caratteristiche. Non si tratta di un risultato matematico e quello che fa la differenza è spesso l’intuito dei singoli e le competenze maturate nel tempo.

2) Essere umili - Nell'approcciare la startup o i founder occorre sempre avere un atteggiamento di apertura, più propenso a cercar di capire quello che non si sa o che non si è capito. In caso contrario, si corre il rischio, al pari dei founders, di lasciarsi guidare a tutti i costi dalla propria idea e dalla propria percezione del business. Questo credo che sia la causa principale di valutazioni erronee, non sono pochi infatti i casi di startup di successo scartate in precedenza dal “sistema”.

3) Essere curiosi - Occorre essere curiosi per cercare di comprendere i cambiamenti e in generale i nuovi trend in atto e decidere in quali settori puntare. Una startup nasce spesso come risposta a un’esigenza del mercato che i founder hanno individuato. Non è scontato avere quella stessa sensibilità.

4) Puntare sul team - Il team è l'elemento fondamentale, quello che fa la differenza, per numero, componenti e professionalità presenti diverse ma sinergiche. Un progetto può anche rivelarsi imperfetto, ma un team di valore saprà comunque ritrovare la strada giusta.

5) Analizzare il mercato, i competitor e verificare quanto sia realmente innovativa la soluzione trovata

6) Analizzare i numeri - Un investitore guarda i numeri, le metriche, la traction, tutti elementi che concorrono a dimostrare una strategia di approccio al mercato vincente. Nella scelta di una startup, un investitore esperto è sempre in grado di scindere la componente prettamente razionale da quella emozionale.

7) Porsi obiettivi concreti nel breve

8) Avere un piano chiaro e sostenibile di sviluppo - Una startup seria, non si limita a lavorare sul breve periodo, ma deve mostrare capacità di pianificazione economico-finanziaria sostenibile sul lungo termine.

9) Valutare il grado di complessità dell’approvvigionamento finanziario - Le startup hanno bisogno di fondi per svilupparsi, ma non per tutte valgono le stesse regole di raccolta. Per alcune startup funziona il crowdfunding per altre è meglio un round chiuso di aumento di capitale o altro. Nella scelta della startup, bisogna sempre verificare e valutare la modalità di approvvigionamento migliore e coerente con i tempi di sviluppo pianificati

10) Indice di gradimento della proposta - La presentazione della startup ha suscitato subito interesse e curiosità? Seed Money presenta sempre le startup ai propri soci, accompagnandole con la propria analisi sull’opportunità. Dal numero di manifestazioni d’interesse, dalla varietà e qualità professionale degli interessati, è possibile avere un ottimo elemento statistico per valutare l’appeal di una proposta.

Marco Rizzelli è il General Manager di Seed Money, l’acceleratore privato italiano composto da oltre 180 soci dei quali più di 50 investitori seriali: “Investire in startup è il nostro mestiere – spiega Rizzelli – ma investire è solo l’atto finale di un’intensa attività di scouting, selezione e valutazione di quelle realtà che mostrano, più di altre, di possedere le carte in regola per crescere e scalare. Sono queste le competenze che il nostro team ha affinato in anni di lavoro sul campo e che stanno attirando tanti risparmiatori sulla nostra campagna di equity crowdfunding in corso su CrowdFundMe”.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Gennaio 2021, 15:30
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