Iliad sotto accusa, ma i più agguerriti sono i concorrenti. Il Giurì: «Deve cambiare gli spot»
di Domenico Zurlo

Iliad sotto accusa, ma i più agguerriti sono i concorrenti. Il Giurì: «Deve cambiare gli spot»

L’arrivo in Italia del nuovo operatore francese Iliad non è stato indolore: sono tante le accuse piovute, per vari motivi, che vanno dall’offerta ritenuta per molti fin troppo conveniente, alle pratiche commerciali alla pubblicità. Il Gran Giurì della pubblicità nei giorni scorsi, su denuncia dei concorrenti Tim e Vodafone, ha parlato proprio di pratiche commerciali scorrette riguardo la promessa di una copertura 4G+.

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Per il Giurì non è adeguata la trasparenza dell’informazione né sui costi di attivazione, pari a 9,99 euro, né sui limiti di utilizzo dei dati in Europa (2 GB a fronte dei 30 GB disponibili in Italia). Dal 20 luglio dunque Iliad dovrà interrompere la diffusione degli spot o sostituirli. La stessa Tim ha segnalato i concorrenti al Ministero degli Interni con l’accusa di violare addirittura il decreto antiterrorismo Pisanu: la procedura di attivazione della sim card prevede infatti di scansionare in autonomia il proprio documento, dunque il controllo dell’operatore umano arriva solo in un secondo momento.

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LA DIFFIDA DI CODACONS Qualche giorno fa anche il Codacons aveva inviato una diffida a Iliad, «che sta prendendo piede in Italia attraverso offerte commerciali molto aggressive ma che nasconderebbero profili di dubbia correttezza versa gli utenti» sulla recente offerta da «5,99 al mese per sempre», affermava un comunicato dell'associazione dei consumatori. Il Codacons «dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte degli utenti ha inviato una formale diffida all'operatore chiedendo di modificare entro 15 giorni le condizioni imposte ai clienti ed eventuali profili di illegittimità delle pratiche commerciali poste in essere, pena una inevitabile causa in tribunale», recitava la nota dell'associazione.

«Si rileva la presunta ingannevolezza del messaggio pubblicitario dell'operatore laddove afferma '5,99 al mese per sempre', claim che appare ormai ovunque grazie alla campagna pubblicitaria pervasiva del gestore. Nelle condizioni generali di contratto pubblicate sul sito - scrive il Codacons - tuttavia il gestore si riserva la possibilità di modificare le condizioni contrattuali, ciò di conseguenza significa che l'offerta potrebbe non essere valida 'per semprè».

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Secondo Codacons, «Iliad applicherebbe la tariffa base dopo che sono stati esauriti i giga in offerta, pari a 0,90 centesimi a megabyte senza alterare la velocità di connessione. Tale condotta violerebbe tra l'altro il diritto ad un'adeguata informazione del cliente, il quale rischia di non avere contezza del momento in cui esaurisce i giga in offerta, continuando a navigare senza essere consapevole dell'applicazione della tariffa semplice», si legge nel comunicato dell'associazione dei consumatori.

LA RISPOSTA DI ILIAD Quello che sembra, comunque, è che i più scatenati nemici di Iliad siano proprio i diretti concorrenti, che le stanno tentando tutte per mettere i bastoni tra le ruote alla compagnia francese: 
«Desideriamo sottolineare che i messaggi sostanziali che caratterizzano» la campagna pubblicitaria, hanno fatto sapere da Iliad a Repubblica, «sono stati verificati e accolti come trasparenti e corretti». «Nonostante le incredibili azioni che i competitor continuano a mettere in atto da quando siamo entrati sul mercato, ci sembra opportuno cogliere queste occasioni come possibilità per chiarire ancora ai nostri utenti che agiamo in trasparenza e in un'ottica di totale soddisfazione degli stessi».
Venerdì 13 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 11:57
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