Coronavirus, boom di ricerche sulle app di dating. Ma ora che sono in "clausura" gli italiani cercano info su Skype e sulle ricette per dolci
di Domenico Zurlo

Coronavirus, boom di ricerche sulle app di dating. Ma dopo il decreto si cercano info su Skype e sulle ricette per dolci

L’emergenza coronavirus e il decreto di due giorni fa, riassumibile con il mantra “io resto a casa”, hanno palesemente rivoluzionato la vita degli italiani, e con essa anche i loro interessi e le loro ricerche online. Uno studio sugli ultimi 30 giorni di attività in rete condotto dalla società di web marketing AvantGrade , ha evidenziato particolari interessanti sulle ricerche su Google di chi vive in Italia, soprattutto in questi giorni di reclusione casalinga e, per chi può, di smart working.

Una netta impennata l’hanno avuta le ricerche sulle app di dating (con parole chiave come ‘app per incontri’, ‘app dating’ e ‘dating online’), che negli ultimi 30 giorni hanno avuto picchi altissimi: in particolare, sottolinea lo studio della società fondata da Ale Agostini, le queery Meetic accedi (+190%), Tinder funziona o Tinder come funziona (rispettivamente +250% e +170%) e Gleeden (+160%). Negli ultimi giorni però, i numeri sono leggermente calati, forse perché l'isolamento forzato - effettivamente - comprende anche i rapporti sessuali o amorosi.

Per chi lavora in smart working e non può recarsi in ufficio, sono salite esponenzialmente anche le ricerche sulle app di web meeting: nell’ultima settimana le ricerche ‘come funziona Skype’ (+5000%), ‘Zoom Unipd’ (+5000%, usato dall’università di Padova) e Meet Hangout (+450%) sono letteralmente decollate.

Soprattutto dopo l'ultimo decreto, che ha sancito la “necessità” di rimanere tra le mura domestiche per evitare più possibile i contagi da Covid19, e rintanarsi al sicuro con i propri cari. Ma dopo il lavoro c’è il piacere: restando a casa, gli italiani hanno aumentato il loro interesse per i dolci, con un boom di ricerche sulle ricette.

LE RICERCHE POST DECRETO Interessanti, soprattutto post decreto, le impennate alle ricerche di informazioni legate soprattutto agli spostamenti: innanzitutto è interessante il dato sulle regioni in cui si cercano di più le informazioni sul coronavirus. Guida il Lazio, ed è seguito inaspettatamente dalla Sardegna, poi la Val d’Aosta, la Toscana e l’Umbria: regioni in cui i numeri dei contagiati sono stati molto minori che in altre (la stessa Val d'Aosta è stata l'ultima regione a vedere un caso di contagio, in ordine di tempo).


(Nella foto: Ale Agostini, fondatore di AvantGrade)

Come detto, dopo il decreto il primo pensiero degli italiani è come spostarsi, e quindi il modulo di autocertificazione, le cui chiavi (soprattutto ‘dpcm 10 marzo 2020 autocertificazione’) hanno avuto un’impennata impressionante, così come la queery ‘decreto resto a casa’ e ‘decreto coronavirus’. «Google ci svela il forte e repentino cambiamento delle nostre abitudini – il commento di Ale Agostini, autore Hoepli e direttore di AvantGrade -. Viste le restrizioni alla mobilità stiamo imparando ad usare strumenti di collaborazione, lavoro e studio da casa. Quando finiamo di telelavorare, invece di andare al ristorante ci buttiamo sui dolci».
Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 Marzo 2020, 07:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA