Commesso Perplesso, su Facebook spopola la pagina con le richieste più assurde dei clienti
di Enrico Chillè

Commesso Perplesso, su Facebook spopola la pagina con le richieste più assurde dei clienti

Lavorare col pubblico può essere piacevole, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un impegno gravoso e molto stressante. I lavoratori del settore, specialmente quelli impegnati come commessi nei negozi, lo sanno benissimo: a volte può capitare di trovarsi di fronte a situazioni esilaranti, ma molto spesso ci vuole molta fatica per non perdere la pazienza.

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È anche per questo motivo che, da qualche mese a questa parte, su Facebook sta spopolando la pagina 'Commesso Perplesso', che attraverso un gruppo chiuso raccoglie e poi pubblica situazioni surreali e conversazioni realmente avvenute tra lavoratori e clienti. La pagina, lanciata lo scorso aprile, in meno di un anno ha già raggiunto e superato i 90mila 'like' e continua a macinare numeri grazie a dei contenuti più o meno divertenti.







Altro che "il cliente ha sempre ragione": leggendo tante delle storie pubblicate sulla pagina, sembra impossibile non solidarizzare con lavoratori e responsabili di vari esercizi commerciali, alle prese con una clientela sempre più 'difficile' da soddisfare. Non mancano racconti esilaranti, ma nella maggior parte dei casi i commessi meritano un plauso per la compostezza davanti a clienti arroganti e prepotenti.







Il segreto del successo di questa pagina, che è stata capace di conquistare una notevole 'fanbase' in meno di un anno, deriva senza dubbio dall'apertura di un sito web ma anche di un gruppo, esistente dal 2009, che raccoglie le esperienze dei commessi di tutta Italia. Il nome del gruppo la dice lunga sullo scopo: "A tutela dei commessi. Stop domande deficienti".







Una cosa è certa: molte volte, i clienti sono davvero incontentabili, altre volte, seppur in buona fede, tendono a mandare in crisi i commessi con delle domande capaci di spiazzare chiunque. Ci sono, però, dei casi di vera e propria maleducazione, di fronte ai quali è impossibile non solidarizzare con i commessi. Anche perché stiamo parlando di lavoratori dipendenti, a volte malpagati, ma viviamo in un'epoca in cui la schiavitù, per fortuna, è stata abolita.




Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Gennaio 2020, 19:55
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