Vologratis: «Con i viaggi a 50 cents oggi sono travel blogger»
di Ilaria Del Prete

Vologratis: «Con i viaggi a 50 cents oggi sono travel blogger»

Il suo blog ha appena compiuto dieci anni. Prima una semplice passione per i viaggi, poi una vera e propria professione: Vologratis.org, dal nome che è tutto un programma, si è evoluto così come Andrea Petroni, il suo fondatore, e di pari passo allo sviluppo dei social.

Com'è cominciato tutto?
«Era il periodo di massima espansione dei voli low-cost. Io ero riuscito ad individuare il momento esatto in cui Rayanair posizionava il banner con le offerte per viaggiare a un centesimo. Parenti e amici mi chiedevano di essere avvisati, prima, e volevano consigli di viaggio, dopo. Da qui l'idea di un blog».

Qual è la cifra più bassa che ha speso per un viaggio?
«Un week-end in due a cinquanta centesimi, volo e alloggio compreso».



Quando ha capito che era diventato un lavoro?
«Nel 2015 sono stato licenziato dalla società per cui lavoravo da 12 anni, dopo tre anni di mobbing e crisi aziendale. Volevo cambiare vita, ho pensato di partire dal blog. Ci ho provato e d eccomi qua, lavoro 14 ore al giorno ma non tornerei mai indietro».

Oggi come si finanzia?
«Guadagno con i banner pubblicitari e le campagne di comunicazione che metto in atto con compagnie aeree, enti del turismo, hotel».

Come avviene il passaggio da viaggiatore semplice a professionista?
«C'è tanto studio, dalle tecniche di scrittura per il web alle conoscenze di marketing. Ho cambiato anche visione. Prima scrivevo per me, quello che mi piaceva. Poi ho pensato a scrivere quello che poteva essere più utile ai miei lettori».

In che modo ha vissuto l'evoluzione dei social?
«Ho affrontato tutte le fasi. All'inizio era facile crescere su Facebook, poi è arrivato Twitter. Infine Instagram. Fino a due anni fa pubblicavo solo foto di paesaggi, ora le persone sono interessate anche alla vita personale. A mia moglie, a mio figlio. Una dimensione più umana che nei blog emerge meno».



È diventato papà da poco. Come affronta i viaggi in tre?
«Nella maniera più serena possibile, ci confrontiamo con il pediatra e se è d'accordo partiamo. Viaggiare con lui ora è parte integrante della nostra vita. E pensare che ci avevano detto che non avremmo potuto avere figli. Eravamo in lista per la fecondazione assistita, mia moglie è rimasta incinta naturalmente 15 giorni prima di cominciare l'iter».

Cosa fa quando non è in giro?
«Torno a Roma, la città più bella del mondo».

Quanto ha ancora da offrire la Capitale ai turisti?
«Potrebbe essere il motore portante dell'economia turistica italiana. Ha un potenziale immenso ma mal gestito. Non solo dalle istituzioni, anche dagli stessi cittadini».

ilaria.delprete@leggo.it
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Mercoledì 27 Novembre 2019, 05:01
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