@Romeismore, Carolina lascia il posto fisso per far ridere con «daje» e «se lallero»
di Ilaria Del Prete

@Romeismore, Carolina lascia il posto fisso per far ridere con «daje» e «se lallero»

Daje, pòra stella, giro de Peppe. E ovviamente mortacci tua. Sono solo alcune delle parole e modi di dire del dialetto romanesco collezionati sulla pagina Rome is more. Una grafica semplice, da vocabolario, con tanto di spiegazione in inglese e pronuncia corretta. La mente dietro tutto questo è Carolina Venosi, rimasta nell'ombra fino a pochi mesi fa e ora autrice per Mondadori di Veni.Vidi. Daje.

Perché ora ha deciso di metterci la faccia?
«Cominciavano a circolare in rete articoli che attribuivano la paternità ad alcuni ragazzi. Il luogo comune vuole che dietro questo tipo di comicità ci siano gli uomini. Il fatto che sia una donna credo aggiunga un elemento di contrasto dal risultato ancora più divertente».

Com'è nata l'idea?
«Studiavo Architettura in Erasmus a Parigi. Traducevo il romanesco ai miei amici. Lo trovavano divertente. Cinque anni dopo è nata la pagina. Forse l'idea non è molto originale, ma portare avanti il progetto con continuità richiede impegno».

Tanto da farle lasciare il lavoro?
«Quando ho creato la pagina lavoravo come responsabile marketing in un'azienda di moda. Contratto a tempo indeterminato, buono stipendio. Ma dovevo tenere a bada la mia indole. Così Rome is more è diventato il mio canale di sfogo. Insieme ai parcheggi».

Cioè?
«Sono il prototipo della bionda con la Smart. Che è anche il nome del mio profilo Instagram personale. I parcheggi fantasiosi a Roma sono la norma. Se fossero uno sport io ne sarei campionessa».

La laurea in Architettura che fine ha fatto?
«Ho anche l'abilitazione. Ma durante l'ultimo anno di studi ho capito che non volevo fare l'architetto. I primi stage mi hanno dato la conferma: non volevo passare la vita a fare fotocopie. Poi ho fatto due Master in Marketing e Comunicazione e cominciato a lavorare in agenzie».

Quali sono le prime parole che ha pubblicato?
«Su Instagram daje. Su Facebook Se lallero. Lo diceva sempre mio nonno, ed è una delle più recepite da chi mi segue».

Ha seguito fuori dal raccordo?
«Il 40% dei fan è di altre regioni, soprattutto del Nord. Solo il 15% è straniero, nonostante scriva in inglese».

Ha creato anche la pagina Milanese says. È divertente il loro dialetto?
«Sì, anche se non raggiunge i livelli comici di romanesco o napoletano, per cui ho aperto un altro profilo. Ma forse perché non sono naturalizzata milanese. Per questo l'ho affidata a persone autoctone».

E gli altri dialetti?
«Sto lavorando al progetto di un'associazione che possa raggruppare tutti i dialetti, Italian says. è un modo ironico per preservare un patrimonio immateriale».

ilaria.delprete@leggo.it
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Mercoledì 2 Ottobre 2019, 05:01
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