Paolo Stella: «Vi spiego perché gli influencer come li conosciamo oggi ormai sono finiti»
di Ilaria Del Prete

Chi è Paolo Stella: «Vi spiego perché gli influencer come li conosciamo oggi ormai sono finiti»

Ha pubblicato un libro, Meet me alla boa, 286mila persone lo seguono ogni giorno su Instagram per il suo gusto in fatto di moda, ma fa anche l'attore.

Paolo Stella, qual è il ruolo che più le si addice?
«Mi piace l'idea di non definirmi. Quello che faccio di più ultimamente è la creative direction, ho aperto una società di produzione per moda e musica che si chiama Asap Studio».

Com'è nata l'esigenza di scrivere un libro?
«Ho vissuto un periodo complicato, avevo perso una persona importante. Scrivere è stato un modo di elaborare il lutto. All'inizio era un blog, dopo un anno per dare un compimento a questo cerchio ho scritto un romanzo in cui ho potuto decidere come sarebbe andata a finire la storia. Ma non avevo intenzione di pubblicarlo».



Poi cosa è cambiato?
«Tramite un incontro alla festa di lancio del primo album di Emma - per cui ho curato la regia dei video - mi è stato proposto un incontro in Mondadori perché mi avevano notato su Instagram».

E com'è andata?
«All'inzio hanno paventato la possibilità di affiancarmi un ghostwriter per scrivere un libro. Ma io ce l'avevo già pronto. Pensavano fosse uno di quei romanzi in cui l'influencer di moda ti insegna come vestirti. E invece, dopo aver letto il libro durante la notte, mi hanno chiamato il giorno dopo per firmare il contratto».

Li ha sorpresi.
«Nei confronti dei fashion influencer c'è molto pregiudizio. Come in tutti i lavori c'è chi è più interessante e chi meno, ma richiede comunque un grande impegno».

In quale delle sue altre attività, al contrario, pensa sia tornata utile la popolarità sui social?
«È una dicotomia. Aiuta e ostacola allo stesso tempo in tutte le situazioni. Sin da bambino hanno sempre confuso la mia leggerezza con la superficialità, ma a me piace combattere il pregiudizio: se tiri fuori una cosa sensata, come un libro, e gridano al miracolo».



Quanto attinge dal web l'editoria, oggi?
«Va a pescare dove il pubblico guarda in questo momento. La cosa difficile è individuare delle persone che portino un contenuto oggettivo».

Gli influencer così come li conosciamo sono destinati a durare?
«Sono già finiti. Una volta bastava farsi un selfie, ora ci vuole un contenuto che arricchisca la giornata degli utenti. Chi lavora tanto, nel mondo della moda, è chi sposa un brand e studia una strategia».

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Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA