Paola Turani: «Anche le modelle nel loro piccolo stanno in pigiama»
di Ilaria Del Prete

Paola Turani: «Anche le modelle nel loro piccolo stanno in pigiama»

Occhi di ghiaccio, ricci ribelli e sorriso aperto. Paola Turani è di una bellezza palese, eppure l'immagine che restituisce a oltre un milione di followers su Instagram ribalta più di uno stereotipo legato al mondo della moda, nel quale si è ritrovata per caso a 16 anni. La Tury - questo il suo nomignolo - si fotografa anche struccata, racconta episodi buffi, non si separa mai dai suoi cani extra-size e si mostra sempre di buon umore.



È questo il segreto del suo successo?
«È una formula che mi rispecchia. Ed è stata vincente. Prima di Instagram vedere una modella nel suo quotidiano, che non è fatto solo di shooting e sfilate ma anche di mattinate in pigiama, era una cosa strana. Io ho cominciato a farlo pubblicando foto abbinate a riflessioni o racconti di quello che mi succedeva, ed è piaciuto».

Ha anticipato le storie.
«Sì, la gente vuole vedere la vita reale».

Le case di moda lo hanno capito?
«Le aziende lo stanno capendo, anche in Italia. Si tende ad usare noi influencer per mostrare i capi di punta ed è bello vedere la moda indossata da ragazze con personalità e stili diversi. Sui giornali, al contrario, ci sono modelli di perfezione spesso irraggiungibili e i look sono decisi dagli stylist».

E le modelle?
«Anche per noi è stato un passaggio importante. Io fino a pochi anni fa mi rifiutavo di indossare un capo per mostrarlo. Non ero una fashion blogger. Poi ne ho capito la potenzialità, tanto da aver lasciato la mia agenzia di moda per dedicarmi ai social».

Tornerebbe indietro?
«No. Nella moda ho fatto tutto, e a 30 anni quella è una carriera che sta per finire. Io mi sono reinventata».

Si sente responsabile nei confronti di chi la segue?
«Moltissimo. Non voglio mandare messaggi sbagliati. Ad esempio, non mostro mai i miei allenamenti completi o la mia dieta: se mi imitassero sarebbe un errore. Piuttosto cerco di trasmettere l'idea di una bellezza naturale, anche nelle imperfezioni».



Il suo matrimonio è stato un vero evento social. Cosa, invece, non mostrerebbe mai?
«Le storie del matrimonio hanno ricevuto fino a un milione di visualizzazioni. La mia filosofia è mostrare la mia parte più bella e positiva. Ci sono stati momenti in cui ho parlato di cose poco felici, come la morte del mio amato cane Brachetto. In quella occasione ho ricevuto tanto sostegno dai followers. Quello che non troverà mai spazio sono le persone cattive. Con loro l'indifferenza è la migliore arma».

ilaria.delprete@leggo.it
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Mercoledì 24 Luglio 2019, 05:01
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