Mirka Andolfo: «Fumettista grazie alla spinta dei social. Ma i like non sono tutto»

Mirka Andolfo: «Fumettista grazie alla spinta dei social. Ma i like non sono tutto»

Difficile trovare selfie o story personali nel suo profilo Instagram. Mirka Andolfo lascia parlare la sua arte. Fumettista di fama internazionale grazie alla graphic novel ControNatura (da un anno in cima alle classifiche di vendita americane), ha appena pubblicato il primo di tre capitoli di una nuova serie, Mercy. Ma per lei tutto è cominciato su Facebook, con i primi disegni della sexy commedia Sacro/Profano.

Perché all’epoca ha scelto quella piattaforma?
«Non lavoravo ancora come disegnatrice ma come colorista, parliamo della fine del 2011. Volevo fare qualcosa di mio, per puro divertimento. Qualcosa che fosse leggero. Il web mi è sembrato un mezzo immediato per condividere il mio lavoro. E alla gente è piaciuto oltre ogni mia aspettativa».
Quindi deve molto ai social.
«Sì. Mi hanno dato la spinta finale per percorrere la strada del disegno. Senza quel successo forse avrei fatto altro».
Com’è nata la sua passione per i fumetti?
«Ho sempre desiderato fare questo lavoro. Sin da piccola. Leggevo tantissimo, ho cominciato con Topolino. Ma quello che mi ha fatto pensare “voglio fare questo da grande” è stato Witch».
Su Instagram è una vera influencer in materia di comics. Ma quanto si lascia influenzare?
«Abbastanza. Ci sono molti autori che mi piacciono. Ragazzi molto giovani che usano Instagram come una vetrina, proprio come ho fatto io. Ed è molto bello anche per questo».
Cosa consiglia loro?
«Di impegnarsi tantissimo e non lasciarsi scoraggiare. Nessuno nasce bravo, ma se posi la matita è finita».
Capita che ci si monti la testa a fronte di un grande successo tra i followers?
«Può succedere. Ma bisogna distinguere il mondo virtuale dalla vita vera. Molti like non vogliono dire che ci sia un effettivo successo lavorativo. È bene ricordare che il lavoro del fumettista non si riduce a quello, c’è molto altro intorno». 
Nei suoi lavori le protagoniste sono donne. Quanto è femminile il mondo del comics oggi? 
«Molto di più rispetto a dieci anni fa. Ci sono molte disegnatrici e anche i supereroi sono cambiati. Prima le donne erano solo un contorno, oggi non hanno nulla da invidiare agli uomini e non sono più costrette a combattere in bikini».
Quali sono le caratteristiche principali delle sue eroine?
«Tutte seguono un percorso di crescita. All’inizio delle storie non si direbbe, ma poi diventano molto badass, forti. Come Lady Nolween Hellaine in Mercy. Acquisisce potere e consapevolezza col passare del tempo». 


ilaria.delprete@leggo.it
Mercoledì 20 Novembre 2019, 09:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA