Daniele Di Benedetti: «Il segreto della felicità è banale e io ve lo ricordo»

Daniele Di Benedetti: «Il segreto della felicità è banale e io ve lo ricordo»

Negli incontri dal vivo, Daniele Di Benedetti è accolto dal suo pubblico come una star. Sui profili social riunisce più di 900mila persone, foto e video fanno il pieno di like e commenti. Il motivo? Questo ragazzo di 33 anni si propone di aiutare a “risvegliare la felicità”.
Nella su presentazione si legge: “Spara banalità ad alte prestazioni”. Sembra il commento di un hater. Perché?
«Perché è vero. A volte - non sempre! - dico banalità. Le cose che stanno alla base della vita sono scontate perché sono ovvie, ma spesso ci dimentichiamo di applicarle nei fatti. Sono una base su cui costruire. Ho scritto un libro che si chiama “Ricordati di sorridere”. All’apparenza una cosa banale, ma c’è stato un periodo in cui io per primo me ne dimenticavo».
In che senso?
«Ho vissuto un momento difficile, e tutta la mia rinascita è partita da lì. Mi dedicavo solo ai piaceri effimeri. Stavo perdendo di vista le cose importanti. Poi mio padre ha rischiato di morire per un infarto. Mi ha riportato con i piedi per terra».
Come ha reagito?
«La vita mi ha dato una seconda possibilità. Ho scoperto il mondo della formazione per superare gli ostacoli e dopo 13 anni continuo a lavorare su me stesso. Perché la svolta non è una volta sola, continuiamo a svoltare per sempre».
Cosa intende per “svoltare”? 
«Avere l’umiltà di mettere in discussione le proprie verità, scoprendo sempre più lati di noi stessi. Calare le maschere che delimitano la nostra vita». 



In che modo è entrato in contatto con chi la segue oggi?
«Sette anni fa ho capito che aiutare gli altri poteva diventare il mio lavoro. Nel 2016 ho aperto la pagina Facebook. Sono stato uno dei primi a capire le potenzialità delle dirette. Un modo per entrare in contatto con le persone e farmi vedere per come sono».
Che è anche il suo punto di forza.
«Sono convinto che non si debbano idolatrare le persone che “insegnano”, altrimenti non c’è crescita. Il mio messaggio è: sono come voi, solo con più consapevolezze».
Si occupa da solo di tutti i contenuti web?
«Ho un team che mi aiuta, ma i video (sia Youtube, sia Instagram e Facebook) li curo personalmente. E rispondo ai messaggi. Sono ossessionato dal mio pubblico, voglio veramente aiutarli. Non a caso il nostro gruppo si chiama “Svoltiamo insieme”, un luogo di confronto positivo».



I social possono essere causa di infelicità?
«Sì, se non ci si accetta e non ci si valorizza. Nella maggior parte dei casi mostrano solo il bello della vita. Risvegliamoci da questa illusione collettiva. La felicità non è vivere una vita perfetta, ma avere un atteggiamento in cui anche i problemi come perfezione. Perché ci permettono di crescere». 
Dal virtuale al reale, la parte più importante del suo lavoro la svolge offline.
«Sì. Con “Dal sogno al successo”, un evento di quattro giorni in cui racconto delle “5 P” dell’indipendenza».
Cioè?
«Potenziale, Produttività, Persuasione, Posizionamento e Promozione. Con queste cinque aree sviluppate ad hoc una persona può realizzare qualsiasi cosa».

ilaria.delprete@leggo.it
riproduzione riservata ®
Mercoledì 10 Luglio 2019, 09:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA