Daniela Collu su Instagram è Stazzitta: «Della mia dieta non parlo, ma vi faccio "terapia di gruppo»
di Ilaria Del Prete

Daniela Collu su Instagram è Stazzitta: «Della mia dieta non parlo, ma vi faccio "terapia di gruppo»

Daniela Collu macina parole. In radio (Rtl 102.5). In tv, sia avanti la telecamera come conduttrice, sia dietro come autrice. Ha scritto un libro, collabora con alcune riviste. E anche sui social non è da meno. Il suo profilo Instagram è Stazzitta, seguitissimo da quanti scelgono per il proprio feed contenuti che spaziano dall’arte (è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea) ai piccoli problemi di ogni giorno.

Cominciamo dall’inizio. Perché «Stazzitta»? 
«È il nome che ho dato quasi vent’anni fa al mio blog (che ormai non c’è più) perché era la frase che mia madre mi ripeteva in continuazione. “Sta zitta e non mi interrompere”, perché ero una rompiscatole. Se avessi immaginato che mi avrebbe identificato per tutta la vita avrei scelto altro».



Ad esempio?
«Forse avrei tenuto il nome. Prendendomi tutte le responsabilità di quello che scrivevo». 

Quale potenziale di espressione aggiunto ha Instagram rispetto a radio e tv?
«Soddisfa un’urgenza di comunicazione più immediata, spontanea. Sulle storie non ti devi preoccupare di trucco e parrucco o scrivere un contenuto che sia fruibile da tutti». 

Altro registro quello di Volevo solo camminare, il suo romanzo.
«Lo scorso anno ho fatto il cammino di Santiago da sola. Da atea, agnostica e non allenata. Un’esperienza che poco aveva a che fare con la mia vita, che ti resta attaccata. È stato bello raccontarla in un libro. Un’ulteriore avventura in cui non mi ero mai cimentata».



Tra i primi risultati su Google accanto al suo nome c’è “dieta”. Perché?
«Ho perso dei chili. Sui social tutti mi chiedono come ho fatto. La mia dieta, il mio personal trainer. Io ho deciso di non parlarne».

Il motivo?
«L’unico modo per proteggere la serietà di un percorso del genere è non banalizzarlo. Io non ho responsabilità del corpo altrui». 

In compenso si presta alla “terapia di gruppo”, un gioco sulle sue stories.
«Quello è diventato un appuntamento divertente. Sono contenta di affrontare questioni spinose di cui la gente si sente più libera di parlare con una sconosciuta che con gli amici».

Cosa le chiedono?
«Cose tipo “sono ancora innamorata del mio fidanzato?”. O piccoli problemi quotidiani. “Mi piace uno ma non so come dirglielo”. “Ho un colloquio di lavoro e non so come affrontarlo”».

Perché le raccontano a lei?
«Perché non mi conoscono. Quindi il mio giudizio non conta niente. Se la questione è delicata faccio sempre un passo indietro. La mia risposta è spesso “non sono io il tuo oracolo”. E invito ad andare da uno psicologo».

C’è una domanda che si aspetta dai suoi followers ma non le hanno mai fatto?
«Mi ha un po’ stupita che non mi chiedano della mia vita privata. Credo sia perché li ho educati al concetto di privacy».

ilaria.delprete@leggo.it

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Mercoledì 16 Ottobre 2019, 08:46
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