Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya e rilasciata dopo 18 mesi

Silvia Costanza Romano è una ragazza di 25 anni che è stata rapita nel novembre 2018 da un gruppo di jihadisti mentre si trovava in Kenya per fare volontariato con un’associazione onlus. Dopo quasi due anni di prigionia, è stata liberata nel maggio del 2020 ed è tornata a casa in Italia il 10 maggio.

Laureata con una tesi sulla tratta degli esseri umani, in Kenya era già stata nei mesi precedenti, con la onlus Africa Milele, e ci era tornata proprio all’inizio di novembre. Il 20 dello stesso mese è stata sequestrata da un gruppo di uomini armati di fucile e di machete che hanno fatto irruzione nell’ufficio dell’organizzazione: secondo il racconto dei testimoni del suo rapimento, la giovane fu schiaffeggiata e legata prima di essere portata via. Nei mesi precedenti alla sua liberazione si era parlato di una sua conversione, di un matrimonio forzato, e del fatto che sarebbe stata venduta come schiava. 

Dopo mesi di sequestro in cui Silvia sarebbe stata spostata più volte dai suoi carcerieri insieme ad altri ostaggi, la giovane è stata infine liberata in una zona non lontana da Mogadiscio, capitale della Somalia. Al suo arrivo la giovane ha spiegato la verità sulle voci di stampa dei mesi precedenti: Silvia ha spiegato che a metà della sua prigionia ha chiesto di leggere il Corano e si è successivamente convertita volontariamente all’Islam («ora mi chiamo Aisha»), aggiungendo di non aver mai subìto violenze e di non essere stata mai costretta a sposarsi. «Sono stata trattata sempre bene», ha spiegato ai magistrati. 

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