Rivoluzione Wimbledon, tie break al quinto set: «Ma solo dal 12-12». Salvo il record del 2010
di Domenico Zurlo

Rivoluzione Wimbledon, tie break al quinto set: «Ma solo dal 12-12». Salvo il record del 2010

Il record di John Isner e Nicolas Mahut è salvo e resterà imbattuto. Il torneo di Wimbledon infatti sarà 'rivoluzionato' dalla decisione dell'All England Club di introdurre il tie-break al quinto set anche al torneo sull'erba più famoso del mondo. Finora la regola per Wimbledon prevedeva che al quinto set non ci fosse il tie-break, ma si continuasse a giocare fino ad avere due game di distacco tra un giocatore e l'altro: regola che nel 2010 aveva portato i già citati Isner e Mahut alla partita più lunga della storia del leggendario torneo di tennis.

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L'americano Isner e il francese Mahut impiegarono 11 ore e 5 minuti (spalmati in tre giorni) per finire quella partita: l'ultimo set finì 70-68 per Isner. Con la nuova regola, che prevede il tie-break anche al quinto set (non dal 6-6 come negli altri set e in molti altri tornei, ma solo dal 12-12) non potrà più succedere. Una decisione molto british, che entrerà in rigore dal 2019 e sarà valida in ogni torneo della prossima edizione. 



Quella tra Isner e Mahut non era stata certo l'unica 'battaglia' interminabile di Wimbledon. L'anno scorso lo stesso Isner era stato protagonista di un'altra lunghissima battaglia in semifinale con Kevin Anderson, vinta dal sudafricano dopo un quinto set di tre ore chiuso sul punteggio di 26-24: e come dimenticare la memorabile finale del 2009 tra Roger Federer e Andy Roddick, vinta in cinque set dallo svizzero con un 16-14 al quinto set.

Il major londinese diventa così il secondo torneo dello Slam che prevede il tie-break dopo l'Us Open, dove però è previsto già dal 6-6 come nella maggior parte dei tornei. Si va invece avanti ad oltranza, finché un giocatore non vince due game di fila, all'Australian Open e al Roland Garros. «Riteniamo che un tie-break al quinto sul 12-12 sia il giusto punto di equilibrio tra il dare la possibilità ai giocatori di completare la partita ai vantaggi e la certezza che il match si chiuda in un periodo di tempo accettabile», ha sottolineato il presidente dell'All England Lawn Tennis Club, Philip Brook

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