Il Napoli a Verona a caccia di punti e di certezze per la Champions
di Pino Taormina

Il Napoli a Verona a caccia di punti
e di certezze per la Champions

Inviato a Castelvolurno

Andrà anche lui, magari solo per fare una puntatina alla balconata dove si affacciava Giulietta. Ma il succo della domenica, in gran parte, è rinchiuso in questa certezza: Victor Osimhen ieri pomeriggio ha fatto per intero il lavoro con la squadra e dunque si materializzerà a bordo campo del Bentegodi, per andare in panchina con il Verona. Lo vuole Gattuso, anche se difficilmente giocherà qualche minuto. Non è Cuadrado che in mezza giornata è tornato negativo e pure titolare. D'altronde, Osimhen non va in campo con il Napoli dalla sera dell'8 novembre, a Bologna, quando segnò il gol della vittoria prima di partire per la Nigeria e divenire un'entità vaga. La spalla sta meglio, molto meglio: insomma, il numero 9 è tornato. E il segnale che la situazione è migliorata arriva da un altro dettaglio: Llorente ieri ha organizzato la sua partenza per Udine. Il Napoli ha raggiunto con l'Udinese l'accordo per la cessione. Se Osimhen avesse avuto altri intoppi, sul suo addio sarebbe rimasto il veto.


LA PARTITA
Insomma, con Osimhen in panchina il Napoli affronta il Verona con Gattuso che non sposterà molte pedine rispetto alla squadra scesa in campo in Supercoppa: Meret tra i pali, Hysaj al posto di Rui e null'altro. Ieri pomeriggio, anche per il fatto che c'era una bufera di vento, Gattuso non ha svolto un vero e proprio test anti-Verona. Ma in ogni caso, ha provato Elmas al posto di Bakayoko e soprattutto Mertens. Il segnale che anche il belga si avvia al pieno recupero. Nella tana di Juric che ha educato il suo Hellas ad aggredire e lottare duro, sarebbe pericoloso scendere in campo svogliati. In queste ore, Ringhio ha lavorato per far assorbire rapidamente gli effetti della sconfitta con la Juve, senza farsi intossicare le gambe e il cervello. La delusione deve dissolversi rapidamente: la squadra ha dovuto riprendere il lavoro e preparare una partita importante nel cammino verso il terzo posto (e magari anche qualcosa di più) con i depositi di uno sfregio bruciante. Perdere una Coppa, proprio a opera del nemico peggiore, non è una cosa facile da digerire. Ma i segnali sono confortanti.


LE CERTEZZE
Non vuole solo i tre punti, Gattuso. Vuole tornare da Verona con delle certezze. La prima missione del pomeriggio è questa: ritrovare subito la squadra padrona di se stessa e delle proprie emozioni. Anche per questo Gattuso evita il turnover a parte il ballottaggio tra Hysaj e Rui. Vuole in campo il Napoli di sempre perché torni subito quello di sempre, come il cavaliere che rimonta in sella dopo una caduta traumatica. Con più fame però. In questo la sconfitta può aiutare: inietta orgoglio nelle motivazioni, può essere come una malattia che rafforza gli anticorpi. E lo stesso deve valere anche per Insigne: trova lo stadio (vuoto) dove ha spesso mostrato il proprio carattere, segnando ed esultando tra i fischi di una frangia di pubblico (piccola) ostile davvero. Dopo il rigore sbagliato, gli occhi sono puntati si di lui. Soprattutto.


Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Gennaio 2021, 09:57
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