Tokyo 2020, dalla tavola improvvisata di polistirolo all'oro olimpico di surf: la favola di Italo Ferreira

Tokyo 2020, dalla tavola improvvisata di polistirolo all'oro olimpico di surf: la favola di Italo Ferreira

Italo Ferreira è il primo campione olimpico di surf nella storia dei Giochi Olimpici. A Tokyo 2020 il brasiliano di 27 anni, proveniente da Baia Formosa, era il grande favorito e non ha mancato l'appuntamento con l'oro battendo il giapponese Kanoa Igarashi. Ma Italo prima di arrivare sul tetto del mondo ne ha fatta di strada. Da bambino usava un pezzo di polistirolo per «surfare» le onde.

 

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Nelle acque di Ichinomiya, nella prefettura di Chiba, il bronzo è andato all'australiano Owen Wright. «Dio ha realizzato il mio sogno», il suo commento a caldo. Ferreira viene da una famiglia povera e da piccolo surfava su una tavola di polistirolo. Tra i primi a congratularsi con lui i calciatori della Selecao olimpica che hanno seguito la sua finale in pullman.

Italo è figlio di un pescatore che vedendolo sempre sulla spiaggia a vedere le onde che si frangevano sulla battigia un giorno ha usato una cassa di polistirolo che usava per portare il pesce ai vari ristoranti della zona ricavandone delle assi che regalò al figlio e quelle furono le prime tavole da surf del futuro campione del mondo e olimpico. Fu poi un cugino a regalargli una sua vecchia tavola da surf e da quel momento Italo iniziò una carriera folgorante: già due mesi dopo vinceva la sua prima gara. All'età di 15 anni fu notato dal talent scout surfista e coach Luiz 'Pinga' Campos che convinse i genitori a farlo trasferire a San Paolo, dove avrebbe potuto frequentare la scuola e surfare assieme agli altri talenti allenati da Campos, come Miguel Pupo e Caio Ibelli.

«Non avevo niente e volevo tutto, non per me, per la mia famiglia, avevo capito che il surf era l'unica opportunità che avevo. I miei genitori avevano avuto una vita troppo difficile e io volevo che la loro vita cambiasse».

Raccontano che nel 2014, Dino Andino, ex surfer professionista, si avvicinò a Timmy Patterson, che curava le tavole di Italo da quando aveva 15 anni, e gli disse: «Chi diavolo è quel ragazzo con quel nome che sembra italiano? Sta facendo floaters su closeout da 8 piedi e aerial stratosferici. Quel ragazzo è un mostro». In effetti si faceva notare per i backside turn potenti e ben piazzati associati a un equilibrio incredibile.

L'anno successivo Italo non solo entrò nel tour mondiale e vinse il Rookie of the year; nel 2018, si aggiudicò tre contest e sfiorò per un soffio il titolo mondiale, che si sarebbe portato a casa nel dicembre del 2019. Ferreira è rimasto sempre molto equilibrato e modesto ed è uno dei pochi surfisti non attivi sui social media. «Sono un ragazzo molto semplice che non beve, non fuma e non ama andare alle feste. Mi piace surfare e divertirmi con i miei amici».


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio 2021, 15:57
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