Burdisso bronzo nei 200 farfalla: «Non volevo neanche nuotare»

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Con il settimo posto nella quinta finale olimpica, Federica Pellegrini saluta le competizioni internazionali e sì, lascia anche un grande vuoto nel nuoto e nello sport italiano in generale. La Divina, oro a Pechino 2008, non trattiene le lacrime a fine gara e si lascia andare anche a qualche confessione sul suo allenatore e compagno, Matteo Giunta. Ora, però, è arrivato il tempo dei bilanci, non solo per lei. E con il bronzo nei 200 farfalla di Federico Burdisso e la delusione di Simona Quadarella, arrivati oggi a Tokyo 2020, per il futuro in acqua degli azzurri arrivano sorprese e qualche delusione. Le medaglie, infatti, sono arrivate da chi non t'aspetti, mentre quelli che sembravano favoriti pagano lo stress e gli incidenti di percorso nella preparazione.

 

 

Il futuro del nuoto è Burdisso

«Lascio una squadra azzurra che è fortissima», assicura Federica Pellegrini, la cui eredità è pesante. Di sicuro esiste un nuoto azzurro prima di lei e uno dopo, ma al parco di atleti di punta che si è allargato manca forse la sua personalità, come dimostrano i cedimenti di Benedetta Pilato, alla stessa età alla quale Pellegrini vinceva il suo primo argento, o quello di Simona Quadarella.

Il colpo della giornata riesce a Federico Burdisso, bronzo nei 200 delfino in 1'54"45, dietro all'imprendibile ungherese Kristof Milak, oro e record olimpico con il tempo di 1'51»25 e al giapponese Tomoru Honda in 1'53"73. Alla fine, il rammarico del nuotatore pavese è su quel che poteva fare di più se non fosse stato per il fatto che «sto soffrendo molto di tensione e ansia in questi giorni: non mi è mai capitato, non sono un ragazzo che si stressa facilmente però questa manifestazione è più grande di me. Pressione, aspettative, se vengo che devo giocarmi una medaglia la pressione la sento».

Una sorta di "peso dell'acqua" come titolò Paltrinieri il suo libro: «Ora nei 100 delfino penso di affrontarlo con più spensieratezza - aggiunge l'azzurro - Proverò a fare un bel tempo perché vorrei provare a far parte della staffetta mista. Non sono mai stato ansioso, ora ci sta: è la mia prima Olimpiade. Sono arrivato al bronzo, certo, c'è del buono ma si può sempre fare meglio».

 

 

Delusione invece, nella 1.500, per Simona Quadarella che dopo aver frenato nelle semifinali dell'altro ieri, oggi ha confermato di non averne abbastanza per arrivare in palla fino alla fine. Risultato, quinto posto e addio medaglia: «Ci ho provato fino a 900-1000 metri, sentivo che stavo faticando ma ci ho provato fino a quando avevo energie, poi non ne avevo più. Non cerco scuse ma un po' sfortunata lo sono stata, vista la
gastroenterite di due settimane fa per la quale ho perso tre chili. I miracoli non esistono, spiace per me e per chi in Italia ha si è svegliato per seguirmi. Io ho dato il massimo»,
spiega la nuotatrice romana a fine gara, gli occhi lucidi, frustrata.

Speranzosa di potersi rifare nei prossimi giorni: «Agli 800 sono passata a 8'20« che come passaggio è buonissimo - osserva Quadarella - Significa che per gli 800 ho le forze e
sicuramente lì cercherò riscatto. Non so cosa potrà avvenire, non prometto nulla ma ci proverò fino alla fine come ci ho provato adesso. Ora non mi devo abbattere perché abbiamo già la prossima gara e poi la prossima Olimpiade è vicina…».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio 2021, 12:52
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