Canottaggio, Rosetti positivo (dopo due dosi vaccino) salta la finale: ma è comunque bronzo

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«Mi dispiace molto, sei risultato positivo al Covid dopo un tampone salivare», ecco il buon giorno da incubo di Bruno Rosetti, stamattina a Tokyo. Alle sei, a un'ora dalla finale (e di una medaglia che avrebbe potuto esibire al collo) nel 4 senza del canottaggio, per l'atleta non c'è stato niente da fare: «Le autorità giapponesi ti trasferiscono in un Covid hotel», gli ha detto ancora il medico della federazione, Nicola Pucci.

Tokyo 2020: bronzo nel canottaggio senza Rosetti, positivo al Covid

Il canottiere di Ravenna era a un passo dal podio olimpico, puntualmente raggiunto poi dai suoi compagni che con il sostituto Marco Di Costanzo hanno conquistato la medaglia di bronzo, si è ritrovato in pochi minuti in una stanza minuscola di quello che è in sostanza un ricovero per i positivi alla pandemia. Asintomatico, vaccinato a Roma (prima dose il 9 maggio, seconda a giugno: entrambe con il siero Moderna) e teoricamente reduce da 15 giorni di bolla olimpica, perché è partito dall'Italia per il Giappone il 12 luglio. Ma inequivocabilmente positivo, perchè all'esito del salivare ha fatto riscontro quello del tampone molecolare.

Definirlo distrutto moralmente, spiegano fonti della federcanottaggio, è poco, e ci mancherebbe aggiungiamo noi. Ma dove e come si è contagiato? Cresce la preoccupazione nella delegazione azzurra al Villaggio, anche perché tutti garantiscono che le procedure sono state rispettate alla lettera. E allora? Il virus si è trasmesso in sala mensa? O durante una seduta di fisioterapia? Il dubbio si insinua, anche se comprensibilmente i dirigenti del Coni tendono - in linea con quelli del Cio - a considerare fisiologico qualche caso di positività in un contesto del genere e a dare grande importanza al progredire delle competizioni.

 

 

I compagni di Rossetti, subito sottoposti a test molecolare, sono comunque risultati negativi, e infatti hanno gareggiato con profitto. «Ma la situazione è in divenire», ammonisce il medico federale Pucci. «Quando uno arriva a un passo dal giocarsi una medaglia olimpica, ci può stare di incappare in una giornata storta, ma così per Rosetti è
stata una mazzata, una delusione incredibile. E poi in un contesto così controllato... ». Il presidente della Federcanottaggio, Giuseppe Abbagnale, spiega con partecipazione
emotiva la situazione di Rosetti. E aggiunge «Con il nostro equipaggio migliore sarebbe potuta arrivare una medaglia più pesante».

Fatto sta che Rosetti, atleta di grande temperamento (nel 2009 lasciò lo sport per andare a lavorare in mezzo all'Oceano sulle piattaforme petrolifere, per tornare alle gare sei anni
dopo) ora è un gigante - un metro e 96 per 103 chili - in gabbia. Oggi è stato un problema persino recapitargli i suoi bagagli, che prima sono stati ovviamente sanificati. La
permanenza nella stanzetta per uno che ha come film preferito «Into the wild» non sarà semplice. Anche perchè le prospettive di permanenza in isolamento sono incerte: «Prima si deve negativizzare - spiega il dottor Pucci - poi dopo una settimana o 10 giorni potrà tornare a casa. Le regole di qui sono queste».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Luglio 2021, 13:52
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