Gianfelice Facchetti: «Inter col Bayern a corrente alternata e quella sensazione di vulnerabilità...»

Gianfelice Facchetti: «Inter col Bayern a corrente alternata e quella sensazione di vulnerabilità...»

di Gianfelice Facchetti

Vi è mai capitato di giocare a calcio in cima a una montagna? Non importa quanto fosse alta, conta che a un certo punto la palla cominciasse a rotolare giù, verso il basso per metri e metri fino a sparire. A me è successo di nuovo pochi giorni fa, in un campetto spelacchiato sulle colline del Canton Ticino. Io contro mio figlio calciando da una porta con pali grigi all'altra, con una palla nera come il carbone. Sul 2 a 0 per me il misfatto, una "sabongia" (in milanese, un tiro forte) fuori misura fa rotolare la sfera tra le balze circostanti per un centinaio di metri.

Per chi non lo sapesse, nel Canton Ticino da giorni è cominciata la caccia e infatti, accanto a noi che palleggiavamo è passato un cacciatore con fucile sulla spalla. Per questo, sono andato io a recuperare il pallone.

L'Inter in questo momento assomiglia a quella palla scivolata a fondo valle. La serata europea dopo il derby non era semplicissima già in partenza e la risposta che aspettavamo è arrivata a singhiozzo. Buon approccio nei primi minuti vanificato da una distrazione e dalla prodezza di Sanè. Poche occasioni per noi, tante per loro, lo avevamo messo in conto. Al di là della superiorità degli avversari, abbiamo girato a corrente alternata. Contro il Bayern le buone intenzioni non sono mancate ma ancora non basta per allontanare la sensazione di vulnerabilità. Vedi inizio ripresa, risposta piu' convinta ma improduttiva e spenta da un autorete.

Poi, i cambi, quando tutto era scritto. Fare nomi è antipatico e non ne farò mai quando perdo. Abbiamo visto una volta di più schierati così, quanto sia difficile portare molti uomini in attacco e gli ultimi 25 metri trasformarsi in una specie di frontiera invalicabile.

Osiamo poco, nell'ultimo tocco, nell'arrembaggio a cui crediamo fino a un certo punto. Sarebbe un delitto lasciarci travolgere dall'inerzia della discesa. La palla nera con su scritto INTER è sempre laggiù. La sola cosa che conta è riportarla in alto e ritrovarsi una volta per tutte. Conta solo questo.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 Settembre 2022, 12:18
© RIPRODUZIONE RISERVATA