Schumacher ritrova la Ferrari: «Che felicità salire sulla Rossa»

di Claudio Russo
Sembra essere passato pochissimo tempo da quando un ragazzino biondo ed esile che era iscritto alle corse con nome Mick e cognome Betsch, quello della madre, iniziò una timida carriera agonistica nei kart. Ed ora eccolo qui, alle soglie della Formula 1. Mick Schumacher da oggi è in Bahrain dove lo attende un triplice impegno. Il debutto nel campionato, che è pur sempre un Mondiale, di Formula 2, poi due giorni di test prima con la Ferrari quindi alla guida dell’Alfa Romeo, martedì e mercoledì, come hanno confermato ufficialmente entrambe le squadre. 
Lui ha vent’anni compiuti da poco (il 22 marzo scorso, segno dell’Ariete), non è precocissimo, come lo è stato Max Verstappen che debuttò nel GP d’Australia nel 2015 a 17 anni e 166 giorni, ma è comunque un pilota che ha bruciato le tappe. E non lo ha fatto perchè suo padre è Michael. Certo, la notorietà lo ha aiutato, gli ha aperto delle porte che altri pur avendo a disposizione grandi mezzi finanziari non sono riusciti a varcare. Ci è riuscito grazie alla sua passione e a una grande determinazione.
LA CRESCITA
Nei kart non è stato un fenomeno: risultati buoni, ma non eccellenti. E anche la crescita nelle categorie minori è stata progressiva, sino all’esplosione dello scorso hanno quando ha vinto l’Europeo di F3. Otto vittorie e 7 pole position che gli hanno permesso di sbaragliare la concorrenza. In tutto questo è servito un entourage di prima classe, vista la situazione di papà Michael: la mamma Corinna, la fedele Sabine Kehm, Angelo e René Rosin responsabile della Prema Racing, la squadra per la quale gareggia da tre anni e il suo manager che è Nicolas Todt, figlio di Jean, Presidente FIA, che ha seguito Felipe Massa e ora si occupa anche di Charles Leclerc.
LA ROSSA
Gli agganci con la Ferrari sono quindi molteplici, anche perché il pilota tedesco fa parte dell’Academy di Maranello. «Sono ovviamente molto felice per questa opportunità - ha detto Mick - e vorrei ringraziare la Scuderia per aver pensato a me. Non vedo l’ora di godermi questa incredibile esperienza. Per ora, però, preferisco non pensare ai test con Ferrari e Alfa Romeo, ma continuare a concentrarmi sul mio debutto in F2. Fino a domenica preferisco pensare solo a questo».
Mattia Binotto, direttore della squadra corse del Cavallino, sottolinea l’iniziativa che punta sempre più sui giovani: «Crediamo fortemente nel valore della nostra scuola come programma formativo di alto livello per giovani talenti. E la scelta di avere promosso Leclerc a pilota titolare lo dimostra. Siamo quindi molto contenti di offrire a Mick e al suo coetaneo inglese Callum Ilott, che è con noi dal 2017, la possibilità di prendere contatto con la F1».
Ultimo aggiornamento: 21:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA