Intervista a Nicolò Zaniolo: «Roma sei tutto e non ti lascerò»

di Gianluca Lengua
Nicolò Zaniolo l’isolamento lo sta vivendo in un attico al Torrino di proprietà di Francesco Totti, una casa in cui l’ex capitano della Roma è vissuto negli anni durante i quali ha fatto innamorare e sognare un’intera generazione. Su quel terrazzo oggi Nicolò lavora per tornare a giocare e recuperare dall’infortunio che lo tiene fermo dal 12 gennaio: pedala sulla cyclette e segue gli esercizi dello staff di Fonseca. È sempre in contatto con i medici e sarà anche grazie a loro che proverà a tornare in campo a giugno se la stagione dovesse riprendere. A soli 20 anni tutti lo cercano: gli sponsor, i tifosi (la sua maglia è la più venduta assieme a quella di Dzeko), la Nazionale, club italiani e internazionali. La Juventus gli fa la corte ed è da un paio di anni che prova l’affondo, ma Zaniolo, come ha detto a “Il Messaggero”, non ha nessuna intenzione di lasciare il club che sin da subito ha creduto nelle sue potenzialità: «La Roma per me è tutto, mi ha regalato emozioni indescrivibili a partire dall’esordio al Bernabeu. Mi ha fatto esultare, giocare all’Olimpico e sentire amato dai tifosi. Quindi, non vedo il motivo per cui debba cambiare e spero di rimanere qui per tantissimi altri anni». 
Prima dell’infortunio era considerato una delle promesse del calcio italiano, poi alcune certezze potrebbero essere venute a mancare. Come ha reagito? 
«L’infortunio al ginocchio è stata una bella batosta. Sono riuscito a superarla solo dopo le prime due-tre settimane che sono state molto dure. Il mio carattere non è mai cambiato e sono stato sempre sorridente e felice. Ogni giorno mi do degli obiettivi da raggiungere e superare. Il ginocchio risponde bene, spero di tornare in campo più forte di prima».    
La foto del bambino che gioca a pallone con la sua maglia in una Milano deserta è diventata in Italia un simbolo di libertà. Se avesse davanti quel bambino cosa gli direbbe? 
«Appena ho visto quella foto sono rimasto stupito, contento. La passione per il calcio c’è sin da piccoli e quel bambino la rispecchiava in pieno. Sono orgoglioso che indossasse la mia maglia ed è segno che qualcosa di buono ho fatto e che dovrò continuare così per rimanere nel cuore di questi bambini che hanno grandi sogni. Se lo avessi davanti lo porterei sicuramente a Trigoria per fargli vedere come ci comportiamo e alleniamo. Un piccolo gesto ma credo che lo farebbe molto felice». 
Lei e suoi colleghi alla Roma sareste pronti a una riduzione dei salari per aiutare il club?
«Penso che siano cose che vadano gestite prima all’interno e poi fatte sapere all’esterno. Spero si arrivi a una soluzione che riguardi tutto il calcio italiano». 
L’Europeo è slittato e si giocherà nel 2021... 
«In questo momento è difficile provare emozioni positive perché siamo tutti rinchiusi in casa ed è un periodo molto duro. Di certo poter sperare di nuovo di giocare l’Europeo è un’emozione bellissima, voglio riuscire ad arrivarci al 100%». 
Il club, attraverso Roma Cares, sta avendo un ruolo importante nel sociale in questo momento.
«Sono molto orgoglioso di far parte della famiglia Roma. Sì, perché per me la Roma è davvero una famiglia e lo sta dimostrando in questo brutto momento in cui tutti si stanno aiutando, a partire dalla società fino ad arrivare ai tifosi. Voglio ringraziare tutti, giocatori compresi. Riusciremo a uscire da questo momento per tornare ad abbracciarci di nuovo». 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 6 Aprile 2020, 15:27

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