Mostra la maglia con la scritta "Auguri babbo" e viene ammonito. Il calcio italiano sta perdendo il buon senso...
di Marco Lobasso

Mostra la maglia con la scritta "Auguri babbo" e viene ammonito. Il calcio italiano sta perdendo il buon senso...

Il buon senso. Forse lo stiamo perdendo davvero, indifferenti e cinici dentro voglie di protagonismo, smanie di egocentrismo, dentro le nostre care piccole bolle ben chiuse sul mondo. Quel buon senso che ha perso anche l’America con i fatti di Capitol Hill, la politica italiana con la folle crisi di Governo, il nostro caro calcio, nel suo piccolo mondo dorato, con l’ammonizione di ieri a Mattia Zaccagni. Un fatto minimo, eppure, così significativo nel suo assurdo realismo. 
Ieri il Verona ha battuto il Napoli in casa 3-1 e il terzo gol, al 79’ , lo segna proprio Zaccagni. Lui corre felice a esultare, mostra pudico ai fotografi e alle telecamere la maglietta sotto la casacca scaligera. C’è scritto “Auguri babbo”. Un gesto tenerissimo, per festeggiare il compleanno del papà, che strappa sorrisi, che ci ricorda che siamo fatti di azioni belle, di sentimenti, mica solo di cinismo e regole border line. Appunto, le regole. L’arbitro, il signor Michele Fabbri da Ravenna, ammonisce Zaccagni per aver mostrato la maglietta. Certo, ha applicato il regolamento alla lettera. Certo, è un fischietto attento e integerrimo. Ma come avremmo voluto che ieri il signor Fabbri da Ravenna avesse fatto orecchie da mercante, avesse fatto finta di non vedere la maglietta. Come avremmo voluto che il signor Fabbri si fosse girato dall’altra parte, correndo verso il centro del campo, magari sorridendo di nascosto. Lo sappiamo bene, il regolamento parla chiaro: c’è l’ammonizione per il giocatore che esulta togliendosi la maglia. E se uno festeggia il compleanno del papà e non perde tempo, non imbroglia? Siamo al grottesco. Un anno fa, accadde anche di peggio: Il calciatore ghanese Samuel Asamoah fu espulso durante una partita di serie A in Belgio dopo avere mostrato una maglietta con scritto «Gesù ti ama» dopo un gol. Ecco, oggi non sarebbe il momento di usare un po’ del famoso buon senso? Non sarebbe ora di cambiarlo un po’ questo regolamento rigido e assurdo, cara Federcalcio italiana, cara Uefa e cara Fifa? Per la cronaca, Asamoah ci risulta che abbia continuato a segnare e ad amare Gesù. E ieri sera, ne siamo certi, Mattia Zaccagni e il papà saranno andati a cena a festeggiare gol e vittoria del Verona, brindando alla salute dell’arbitro Fabbri. Lo abbiamo fatto anche noi.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Gennaio 2021, 00:30

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