Crollo Napoli. Lampo di Lozano poi il Verona ne fa 3
di Matteo Sorio

Crollo Napoli. Lampo di Lozano poi il Verona ne fa 3

 Si rivede Osimhen ma non si vede il Napoli. Sopra gambe e testa degli azzurri, Insigne su tutti, l’ombra lunga della Supercoppa. La fase difensiva naufraga sotto le ondate di Zaccagni (l'uomo che Giuntoli voleva già in questa sessione di mercato) e di un Verona cui mancava giusto questo scalpo: unica big, il Napoli, a non aver concesso punti all’Hellas nell’ultimo anno e mezzo, almeno fino alla vigilia del match del Bentegodi. Scivola al sesto posto, Gattuso, -7 dall’Inter, -3 dalla Roma, -2 da Juventus e Atalanta, sempre una gara in meno da tenere in conto: il Verona sale al nono, 30 punti, l’intero girone di ritorno per mettere il lucchetto alla seconda salvezza con Juric. Rispetto alla finale persa con la Juventus a Sassuolo, Gattuso ha cambiato tre figurine su undici, variando solo due giocatori di movimento: Maksimovic per Manolas, Hysaj per Mario Rui, in porta invece Meret per Ospina. Già nel primo tempo il Napoli si è difeso male, soffrendo terribilmente sulle corsie, specie quella di Zaccagni, trovando pochissimo filtro in Bakayoko e ritmo alterno in Demme. L’attacco ha visto Zielinski lontano dall’essere un riferimento, perché Tameze e Ilic, a turno, gli si sono incollati. E Lozano? Al netto della rete repentina, dopo 8 secondi, non ha puntato abbastanza l’uomo, anzi sempre nel primo tempo ha pure murato un sinistro di Demme destinato in porta, il tutto mentre sul play di Gattuso ci metteva la pezza Silvestri qualche minuto più avanti, in uno dei rari momenti in cui intorno alla boa Petagna s’è creato il giusto movimento. 

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Pochi palloni anche tra i piedi di Insigne, talvolta abbassatosi a fare il play tra i difensori per aiutare sul pressing forsennato del Verona, per il resto fermo a un destraccio alto a inizio ripresa, prima del cambio. Dopo l'intervallo Gattuso ha chiamato ad alzarsi dai blocchi Mertens, prima, e dopo il 2-1 di Barak anche Osimhen e Politano, arretrando Zielinski in mediana di fianco a Bakayoko: proprio Bakayoko ha sulla coscienza il raddoppio del Verona, corridoio concesso a Barak, senza battere ciglio. Con Osimhen, i centrali del Verona sono stati un po’ più impegnati, ma Politano non si è avvicinato abbastanza al numero 9 e Mertens, nella vecchia posizione di Zielinski, ha suggerito poco. Anzi, peggio, da una sciocchezza del belga è partita l’azione del 3-1 del Verona. Successo meritato, quello dell’Hellas. Per Gattuso, una giornataccia. È vero che il Napoli pian piano sta ritrovando il suo patrimonio offensivo – Osimhen, Mertens – ma quanto a gioco senza palla l’orizzonte disegnato da Verona è tetro.


Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Gennaio 2021, 17:04

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