Il ritorno di Tavecchio nel calcio: «Io anziano? Ho un anno in meno di Biden»
di Fabrizio Ponciroli

Il ritorno di Tavecchio nel calcio: «Io anziano? Ho un anno in meno di Biden»

Carlo Tavecchio è tornato. L’ex presidente della FIGC (dal 2014 al 2017) è, dallo scorso 9 gennaio, il nuovo presidente della LND Lombardia. A 77 anni è combattivo più che mai, pronto a ridare lustro al movimento dilettantistico che gli è sempre stato a cuore.

 

Tavecchio, come sta il movimento dilettantistico lombardo?
“Credo che le nuove regole del Decreto Legge portato avanti dal ministro Spadafora sia un accomodamento che non può andar bene per i dilettanti. La Lombardia ha circa 200 mila tesserati, circa un quinto dell’intero sistema dilettantistico nazionale. Nelle ultime strategie portate avanti dal Governo, non è previsto un aiuto per lo sport di base. Nessuno ha fatto qualcosa, anzi sono arrivate tassazioni che rischiano di portare problematiche enormi al movimento di base del calcio”.

 

Quindi la situazione è tragica?
“Il rischio è che nessuno investa più sui settori giovanili e che, quindi, tutto ricada sulle tasche dei genitori. Le faccio un esempio. Io gestisco una piccola realtà giovanile. Facevamo pagare 200 euro a singolo bambino per l’attività e tutto il necessario. Senza incentivi, quella cifra diventerebbe di almeno 500 euro. In questo momento sarebbe impossibile da sostenere una spesa simile per le famiglie”.

 

C’è chi dice che lei è troppo anziano per portare novità. Come risponde?
“Guardi, le rispondo con una battuta: ho un anno in meno di Biden, il nuovo presidente degli Stati Uniti”.

 

Cosa serve al movimento dilettantistico lombardo?
“Serve una Legge Quadro, non un Decreto Legge. Stiamo pensando a qualcosa di innovativo per la Lombardia. Serve una nuova legge sul volontariato e noi siamo concentrati su questo aspetto. Il calcio di base va tutelato e aiutato in maniera concreta e subito. E’ l’unico modo per provare a fare un passo in avanti e non disperdere tutto il patrimonio che abbiamo. Ricordo che abbiamo 1,1 milioni di tesserati, è un numero che non può essere dimenticato dal Governo”.

 

Crede che si tornerà a giocare a livello dilettantistico nei prossimi mesi?
“Credo che bisognerà aspettare il prossimo 7 marzo e capire come sarà la curva dei contagi. La speranza è finire il girone d’andate e andare direttamente ai play-off”.

 

E che idea si è fatto del momento che sta attraversando il calcio d’elite?
“Penso che gli ingaggi di un tempo non saranno più possibili ed è anche giusto così. La risposta a tutto sono i giovani. Bisogna dare spazio ai giovani, farli crescere, dargli opportunità”.

 

Una battuta sull’Italia di Mancini che punta ad essere protagonista al prossimo Europeo…
“Fortunata e brava. Ha trovato un girone abbordabile ma ha giocato bene. Comunque, meglio ribadirlo, io sono il primo tifoso della Nazionale”. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Gennaio 2021, 10:06

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