La Salernitana di Lotito è in serie A. Esplode la pazza festa granata ma saltano i distanziamenti

Salernitana in serie A. È festa granata: ma saltano distanziamenti e mascherine

La Salernitana è in serie A! Esattamente 23 anni dopo l'ultima volta, i granata festeggiano la terza promozione in serie A della loro storia centenaria. il 10 maggio 1998 ai granata di Delio Rossi bastò uno 0-0 in casa con il Venezia per conquistare l'aritmetica promozione con cinque giornate d'anticipo; oggi il 3-0 di Pescara ha garantito il salto di categoria alla formazione di Fabrizio Castori che ha chiuso la stagione al secondo posto, alle spalle dell'Empoli.

All'epoca, in una calda domenica primaverile, Salerno festeggiò in tono minore la promozione a causa della tragica alluvione che pochi giorni prima aveva colpito la città di Sarno; oggi a rendere meno dolce il trionfo è la pandemia che ancora imperversa sul Paese e che ha costretto il calcio a giocare in stadi deserti. Ma nonostante gli spalti vuoti la Salernitana ha saputo esaltarsi.

A Salerno in tanti attribuiscono i meriti di questa promozione soprattutto al tecnico Castori, che dopo essersi negativizzato dal Covid (la conferma del doppio tampone negativo è arrivata ieri mattina) ha festeggiato nel migliore dei modi il traguardo delle 500 panchine in serie B. L'allenatore marchigiano, infatti, è riuscito a ripetere l'impresa centrata nel 2015 a Carpi, costruendo un gruppo di ferro, capace di superare ogni limite con cuore, determinazione e forza di volontà.

Trascinata dai gol di Tutino, Djuric e Gondo, dalle parate di Belec e dalla solidità difensiva di un reparto che si è rivelato tra i meno perforati della cadetteria, la Salernitana è riuscita a battere anche l'agguerrita concorrenza del Monza, corazzata allestita da Berlusconi e Galliani. Frutto di un lavoro meticoloso, iniziato ad agosto nel ritiro di Sarnano mentre a Salerno soffiava forte il vento della contestazione contro Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Ai co-proprietari del club la tifoseria imputava la mancata qualificazione ai playoff sotto la guida di Gian Piero Ventura, ritenendo lo strumento della multiproprietà «un freno a mano per le ambizioni della città». Lotito, che è anche presidente della Lazio, nel 2011 aderì insieme al cognato Mezzaroma a una manifestazione d'interesse indetta dal Comune di Salerno per far rinascere il calcio dopo il fallimento della precedente società. Ripartendo dalla serie D con colori sociali (blaugrana) e denominazione differente (Salerno Calcio), la Salernitana era riuscita ad arrivare in serie B in quattro anni. L'ultimo passo per completare la scalata, però, si era rivelato più difficile del previsto. 

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Ma ora che il sogno è diventato realtà, il nodo della multiproprietà (bocciato anche dal Consiglio Federale) dovrà essere necessariamente sciolto: l'articolo 16 bis delle Noif, le norme federali, non consente a un imprenditore di avere due società nella stessa categoria. Problema che Lotito non potrà bypassare nemmeno cedendo le sue quote a Mezzaroma, in quanto il vincolo è esteso fino al quarto grado di parentela. Da domani, dunque, inizierà una nuova partita per trovare una nuova proprietà o comunque una soluzione al problema. Ma, intanto, Salerno può godersi la festa per il coronamento d'un sogno lungo 23 anni... 

Tanta, tantissima la gente che s'è riversata in strada a Salerno, traffico bloccato lungo tutta via Roma con centinaia di tifosi che hanno invaso la carreggiata stradale. Stessa scena anche in altre strade cittadine. In tantissimi si sono riversati per festeggiare il ritorno della Salernitana in serie A. Un tifo variegato, grandi e bambini avvolti dai colori granata, stanno esultando per questa grande vittoria.

Scene di entusiasmo anche a piazza Casalbore, nei pressi dello stadio Vestuti, ritrovo storico della tifoseria. Una gioia con cori, fumogeni, bandiere che fanno capolino anche dai balconi di tutta la città. La città si prepara a vivere la sua lunga giornata di festa e celebrazione. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 10 Maggio 2021, 19:02

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