Pizzaballa forever: compie 80 anni il portiere diventato figurina...introvabile
di Marco Lobasso, Mario Fabbroni

Pizzaballa forever: compie 80 anni il portiere diventato figurina...introvabile

La figurina Panini ha battuto il portiere; quella meravigliosa introvabile figurina degli anni 60 e 70 ha preso il sopravvento sul campione, gli ha fatto gol travolgendo la sua carriera, facendolo diventare famoso ben oltre i suoi meriti, che pure sono stati tantissimi. Domani Pierluigi Pizzaballa compie ottant’anni. Li compie un calciatore che a cavallo tra gli anni 60 e 70 ha collezionato quasi 300 presenze in serie A e una anche in Nazionale, ma li compie anche e soprattutto la figurina introvabile, l’altra metà di Pierluigi, il mito di tutti i collezionisti, il Gronchi rosa delle collezioni Panini.

Pizzaballa e la sua figurina sono un tutt’uno e non potranno mai più essere scissi. Nemmeno lui, bergamasco doc tosto e appassionato di vino, ci riesce; anzi nemmeno ci tenta più. All’inizio si dispiaceva, oggi ci scherza sopra e ci convive. E ripete all’infinito la storia di quella sua figurina che negli anni 60 divenne così rara da sembrare invisibile: «Il fotografo della Panini venne nel ritiro precampionato dell’Atalanta quando ero assente. Così nelle prime bustine non comparivo. Ero il primo della pagina dedicata all’Atalanta, il primo di tutto l’album, dopo poco tempo la mia figurina assente iniziò a essere notata. Ma ancora non mi spiego come nel tempo questa storia sia diventata così famosa».

Per sua fortuna a Bergamo, con l’Atalanta, sua squadra del cuore con cui ha iniziato e chiuso la carriera, Pizzaballa è una bandiera che va oltre il successo negli album. Ma nel resto d’Italia tutti ricordano la sua faccia seria in figurina. Non solo quella introvabile, ma anche quella delle altre quattordici volte in cui è apparso negli album Panini fino a fine anni Settanta. Una carriera vera, altro che invisibile. Lui, il “Pizzabali”, come lo chiamano nella Bergamasca, si rammarica ancora oggi come siano in pochi a ricordare che ha giocato nel Milan di Rivera, nella Roma per tre stagioni (vincendo una storica Coppa Italia nel 1969) e nel Verona. Era il portiere scaligero nella Fatal Verona (5-3 al Milan) del 1973, quando il Diavolo perse lo scudetto anche per colpa di Pizzaballa. Già, Pizzaballa. Un cognome un po’ strano, particolare. Unico. «Che io non ho mai rinnegato. Ci fu chi mi disse che con quel nome non sarei mai diventato un calciatore. Invece, lo sono stato eccome».
Domani, per i suoi primi 80 anni, da ex calciatore e non da icona per collezionisti, fioccheranno auguri, mail, post, regali. Ha iniziato ieri proprio la Panini, con il direttore editoriale Fabrizio Melegari. «L’affetto che nutriamo per l’amico Pizzaballa è infinito. Un uomo per bene che, dopo una degnissima carriera da giocatore di Serie A, ha perpetuato la sua popolarità affrontando con leggerezza e col sorriso sulle labbra le simpatiche conseguenze della rarità della sua figurina, vera o presunta che fosse, edizione 1963-64. Auguri Pierluigi, da tutta la famiglia Panini. Ottant’anni sono un record che nessuno potrà toglierti».

Ezio Luzzi: «Quando mi aiutò a evitare una valanga di gol»

Ezio Luzzi, storica voce dei radiocronisti di “Tutto il calcio, minuto per minuto”: che ricordi ha di un personaggio altrettanto mitico come Pizzaballa?
«Splendidi. Intanto auguri per i suoi 80 anni: un traguardo importante per ogni uomo, non solo per un ex calciatore».
Ma avrà sicuramente qualche aneddoto da raccontare...
«Come no. Ho avuto addirittura l’onore di essere “telecomandato” da Pizzaballa».
In che senso?
«Giocavo in porta, durante la finale del torneo dei giornalisti che si teneva a Roma. Pizzaballa si mise dietro la mia porta e non ha smesso un minuto di dare i consigli giusti».
Come finì la partita?
«Beh, con un Pizzaballa che mi suggeriva cosa fare, non potevo che condurre la mia squadra alla vittoria...».
Il vero Pizzaballa com’era tra i pali?
«A me piaceva. Lo trovavo forte soprattutto nelle uscite».
Però per la maggior parte dei tifosi italiani di calcio era soprattutto una figurina. Anzi, divenne famoso perché introvabile.
«Quella del Pizzaballa che non faceva completare gli album di figurine Panini è stata una trovata geniale. Un giocatore non notissimo che diventa super famoso in Italia per la sua figurina, Praticamente tutti gli davano la caccia».
Veniva preso in giro?
«La goliardia era una caratteristica fondamentale del calcio di quegli anni. Senza social e pay tv, per un calciatore i riscontri si avevano solo alla lettura delle formazioni: qualcuno “diceva” che Pizzaballa era come la sua figurina, non esisteva...».
Invece?
«Invece giocò tanto e bene, soprattutto nella Roma. Mancava solo nelle figurine».
Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Settembre 2019, 09:12

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