Se ne resta in silenzio, Benitez, secondo alcuni prigioniero di un contratto che si sarebbe detto pronto anche a stracciare, in aperta antitesi con il presidente sul tema del ritiro punitivo. Una decisione, quella adottata da De Laurentiis mercoledì sera dopo la sconfitta con la Lazio, che non avrebbe accettato nessuno, l'allenatore e men che meno la squadra.
Ed allora, si domandano gli spaesati tifosi, che cosa succederà domani nella gara contro i viola e poi giovedì in Germania con il Wolfsburg, nell' andata dei quarti di finale di Europa League? Quale sarà l'impegno dei calciatori? E Rafa Benitez, novello Menenio Agrippa, scenderà dall'Aventino o rimarrà prigioniero in casa fino a scadenza di contratto, mantenendo sdegnosamente la perdita dell'uso della parola?
Sull'argentino, dopo i generici riferimenti fatti da De Laurentiis nella estemporanea conferenza stampa di mercoledì sera dopo il match con la Lazio a comportamenti non proprio professionali di qualcuno che sarebbe dedito anche alla bella vita, circolano le voci più disparate. Si parla di 'consigli' gentilemente offerti dal Pocho Lavezzi, suo compagno di Nazionale, su come sfuggire all' assedio dei tifosi, si parla di storie con starlette ed altro.
Ovviamente non c'è nulla di concreto, ma le parole del presidente hanno aperto un vaso di Pandora, contenitore di tutti i mali del mondo. E in casi simili al galoppare della fantasia popolare non c'è limite alcuno. Sia come sia, domani pomeriggio al San Paolo si tornerà finalmente a giocare a calcio. Una vittoria potrebbe servire a riportare tutto nella normalità e a calmare i bollenti spiriti? Forse. E una nuova sconfitta? A quest' ultima domanda, almeno per il momento, non ci può essere risposta.
Ultimo aggiornamento: Sabato 11 Aprile 2015, 17:59
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