Galderisi, il doppio ex: «Milan-Juve? Bellissima e combattuta, finirà 2-2»
di Marco Zorzo

Galderisi, il doppio ex: «Milan-Juve? Bellissima e combattuta, finirà 2-2»

Quel Nanu così giovane che da Salerno sbarcò a Torino a 16 anni. Una vita fa. E si fece largo a suon di gol in Primavera, tanto che il Trap decise di inserirlo in prima squadra. Stagione di grazia 81-82. Ma pure lo scudetto a Verona (1985), prima di approdare al nuovo Milan targato Silvio Berlusconi. Ecco il primo scorcio di carriera di Beppe Galderisi, 58 anni, oggi fa l’allenatore, chiamato poco prima di Natale al capezzale del Mantova da salvare, in serie C.


Galderisi, Milan-Juve è l’altro derby d’Italia: come lo vede?
«È sempre una partita bellissima, mai scontata. E mi viene in mente in episodio...».


Quale?
«Una sfida al Comunale, quando ero juventino, nell’82, avevo 19 anni, feci tre gol al Diavolo. Mi marcava un certo Collovati. Il 3-2 lo realizzai proprio nei minuti finali».


Amarcord a parte, come finisce a San Siro domenica sera?
«Gol e spettacolo. Finirà 2-2. Senza vinti, né vincitori».


Su quali giocatori puntare?
«Per le grandi sfide bisogna mettere in campo l’artiglieria pesante: punto decisamente su Ibra e Dybala. Per me faranno gol».


Il Milan ci arriva dopo l’incubo Spezia...
«Già, al di là dell’errore arbitrale, credo che i rossoneri dovranno reagire e dare un segnale importante alla concorrenza. Ma le qualità della squadra di Pioli non si discutono».


La Juve sembra in risalita, vero?
«Sì, a livello di risultati. Come gioco non ci siamo ancora, però credo che i bianconeri hanno ripreso la strada maestra, quella giusta».


Pioli e Allegri visti da Galderisi...
«Stefano è un amico. Tra l’altro, è stato mio compagno nella Juve. Una persona stupenda, pulita. In giro ci vorrebbero tanti altri Pioli. E poi il suo Milan nelle ultime due stagioni è sempre stato nei quartieri altissimi della A. Dodici mesi fa pure campione d’inverno. Ha creato una macchina perfetta. Purtroppo paga spesso assenze pesanti, tra infortuni, Covid e ora la Coppa d’Africa. Ma lui può fare ancora bellissime cose con i rossoneri. Max? Beh, è un grande tecnico, che deve riportare la Juve su i livelli di come l’aveva lasciata. Per lui non è certo una stagione semplice. Anzi, direi piuttosto complicata. Purtroppo non potrà contare su un talento straordinario come Chiesa. E questo, ahimè, vale anche per la Nazionale di Roberto (Mancini, ndr). Ma questa è un’altra storia».


Scudetto già assegnato all’Inter, per la seconda stella?
«Credo che Simone Inzaghi sia il tecnico emergente più importante in Italia. E l’esempio più lampante l’abbiamo avuto in Coppa Italia contro l’Empoli. Una squadra forte la fortuna se la va a cercare e prendere. Questa è la sua Inter».


Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Gennaio 2022, 09:00

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