La più bella Lazio senza gol e senza panchina
di Marco Lobasso

La più bella Lazio senza gol e senza panchina

Questa volta non lo meritava. La Lazio esce battuta su rigore dal Meazza contro il Milan ma non meritava di perdere (1-0). Anzi, nel recupero, durante l’assalto finale dei biancocelesti per il pareggio c’era un rigore su Milinkovic che né l’arbitro né il Var hanno concesso alla formazione di Inzaghi. Questa volta è difficile trovare qualcosa di negativo nella prestazione della Lazio, forse onestamente solo l’incapacità di andare in rete e la poca lucidità sotto porta (se poi si pensa che Immobile ha collezionato l’ottavo palo colpito in stagione…). Purtroppo nello spareggio per la Champions contro il Milan di Gattuso è la squadra di Inzaghi a cedere. E’ una resa che brucia perché, a tratti, la squadra è apparsa davvero superiore al Milan, come gioco, come talento, come intensità e concentrazione. Affiora però il solito problema di personalità, quella mancanza di cinismo che è un tratto distintivo che contraddistingue la Lazio fin dall’inizio della stagione e, in fondo, anche fin dai due campionati scorsi chiusi al quinto posto. Viene quasi da pensare che sia questa l’unica dimensione della Lazio e di Simone Inzaghi: stare ai margini del ristretto gruppo di grandi e non raggiungerlo mai. Brava, bravissima, ma alla fine troppo bella per essere vera. Se poi si pensa a Durmisi, al suo erroraccio difensivo che è valso il rigore vincente di Kessie nella ripresa, il quadro si completa. In futuro si può anche crescere in personalità, in cinismo, in esperienza, ma se poi la panchina biancoceleste ti offre Durmisi come prima scelta, tutto diventa più difficile, quasi impossibile. E non è la prima volta che accade. Se tutto questo va bene a Lotito, allora vuol dire che va bene a tutti…



© RIPRODUZIONE RISERVATA