Maradona tra Posillipo e Milanello, sognava Heater Parisi ma sposò Claudia. Vizi e virtù, gol e provocazioni

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di Mario Fabbroni

L'anima di Masaniello, il genio di Michelangelo. Pallone al piede, Diego Armando Maradona è stato il più grande. Con quel carisma inebriante, dentro e fuori uno stadio, che solo i parenti stretti degli dèi possono vantare.

 

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HO VISTO UN RE. Ho avuto la fortuna di conoscere da vicino il Re del calcio, di vivere momenti esaltanti e sciagurati durante i suoi sette anni di romanzo napoletano. Ricordi privati che non avrei mai pensato di scrivere. A Maradona - come tanti altri giornalisti - devo una bella fetta di fortuna professionale. Il quotidiano milanese La Notte mi notò anche per le molte corrispondenze fuori dall'ordinario che Dieguito mi suggeriva. Dopo un epico Milan-Napoli, ad esempio, Maradona e Gullit parteciparono insieme a una puntata di Pressing su Canale 5, il dietro le quinte fu da leggenda. Ancora. Solbiate Arno, a due passi dal centro sportivo Milanello: Diego ordinò che la squadra si allenasse lì, in segno di sfida. Gli azzurri furono fischiati, solo che Diego zittì ogni buuuu segnando ripetutamente una decina di reti da una porta all'altra: «Ora la metto all'incrocio», urlava per farsi sentire. «Ora all'altro». «Ora palo e gol». Detto, fatto.

 


HEATHER PER SEMPRE. Le donne gli piacevano, eccome. Ma impazziva per la bionda ballerina Heather Parisi: quando la conobbe, in tv, fu come vivere un sogno.

 


ORNELLA DE DIOS. «Esiste un Maradona femmina? Si, Ornella Muti», amava ripetere.

 


SEMAFORO ROSSO. Andare in auto, a Napoli, con Diego era un'esperienza mistica. Attraversamenti stradali a tutta velocità, non si fermava al semaforo «perché altrimenti succede il finimondo».

 


I BAMBINI. Il ritiro prima di un Napoli-Juventus? A giocare con i bimbi di un orfanotrofio cui aveva fatto beneficenza. Diego era anche questo.

 


I LOVE DIEGO. È il nome di una App realizzata 10 anni fa su iPhone insieme ai due videomaker Juan Carlos Laburu e il compianto Gino Martucci, che riprendevano ogni istante della vita di Maradona. Come il tango per conquistare Claudia Villafanes (sposata il 7 novembre 1989 al Luna Park di Buenos Aires davanti a oltre mille invitati) oppure la festa-scudetto sulla nave da crociera o, ancora, la partita a calcetto all'una della notte al Club Virgilio di Posillipo (di proprietà dell'ex centrocampista Gianni Improta), con Diego che dribbla tutti gli avversari. Sombreri, giravolte, finte, controfinte e l'inevitabile gol.

 


A LETTO CON LA COPPA. Stoccarda, unica Coppa Uefa vinta dal Napoli: il presidente Corrado Ferlaino la mette nel portabagagli dell'auto, direzione Napoli. Ma Diego gliela ruba e dorme con il trofeo nel letto. Al risveglio, felice, esclama: Meglio di una donna, non trovate?».

 


IL TUNNEL. 1984, amichevole d'agosto, rivolto a un avversario: «Io niño de oro. Tu no tunnel a Niño de oro, claro?».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre 2020, 08:58

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