Lazio, Sarri dà l'ok al ritorno di Felipe Anderson
di Alberto Abbate

Lazio, Sarri dà l'ok al ritorno di Felipe Anderson

Il ritorno del Felipe prodigo. Da due anni si ripropone alla Lazio, stavolta può davvero essere accontentato. Era il figliolo prediletto di Lotito, non lo ha mai dimenticato. Sarri avrebbe voluto portarlo all’ombra del Vesuvio. È un’occasione low cost, va monitorata di giorno in giorno. Perché il brasiliano non è certo il preferito, non è ancora – come scrivono in Spagna – a un passo, ma a 28 anni può tornare grande con Maurizio. Inzaghi lo aveva mollato, così Felipe era stato ceduto per circa 34 milioni nel 2018. Plusvalenza d’oro. Al West Ham pian piano si è spento, non è andata meglio in prestito al Porto, adesso è in scadenza fra un anno e può rientrare temporaneamente con obbligo di riscatto a 8 milioni a Formello. Tare prima non era interessato, adesso ci sta ripensando, ma vuole dimezzare il prezzo definitivo. Sarebbe la soluzione più facile per tamponare un esterno e non avere alcun dubbio sull’ambientamento. E pensare che era stato preso proprio Correa per sostituire Felipe Anderson, tre anni or sono. Ora è invece il Tucu al passo d’addio: il Psg fa sul serio. 
STRATEGIA
Pure dalla Francia sbandierano un’imminente offerta su cui ragionare. Lo ha confermato l’agente Lucci a Tare. La missione milanese è servita per provare a fare ulteriori passi anche su Brandt, jolly d’attacco nel 4-3-1-2 e nel 4-3-3. Nuovi sondaggi anche per Orsolini (fattibile solo a 14 milioni), a Sarri piace il giovane rampante da far crescere. In regia attenzione al croato Toma Basic, sul quale il Napoli non riesce a chiudere col Bordeaux per 8 milioni, proprio per l’improvviso sorpasso biancoceleste. A Sarri piace tanto pure Mikkel Damsgaard della Samp per le sue qualità tecniche e fisiche. Il Psg potrebbe riproporre il trequartista Rafinha o Layvin Kurzawa nell’operazione Correa, ma ora le alternative a sinistra stanno diventando troppe senza uscite. E le scelte sembrano già fatte.
VOGLIA
Ha la faccia da “Indio”, ma un cognome (e passaporto) italiano. Corre come un treno, ma Fabrizio Angeleri ha un fisico da bulldog. Classe 1994, alto 185 centimetri, sogna il grande salto: «Voglio la Lazio». Lo confida in Argentina per pressare il River Plate ad accontentarlo. Tare non vorrebbe pagare la clausola rescissoria da 7 milioni, chiede un piccolo sconto. Hysaj è già stato bloccato, Angileri sulla fascia può liberarlo oppure completarlo. Molto dipenderà dalle uscite di Lazzari (Inter), Marusic (Psg) e Fares, conteso da Cagliari e Torino. A 27 anni Angileri ha la sua grande chance. Dopo la gavetta di 6 anni (dai 19 ai 25) al Godoy Cruz, ecco il River nel 2019 e ora lo sguardo sul Vecchio Continente. A inizio carriera, sotto la guida di Martin Palermo, Angileri veniva schierato come esterno di centrocampo, ma da anni è arretrato il suo raggio di azione. Prima dell’inizio della Coppa America, era stato preselezionato dal ct Scaloni per l’albiceleste. Tramite la Lazio, conta di riprendersi la Nazionale. 


Ultimo aggiornamento: Domenica 27 Giugno 2021, 07:30

© RIPRODUZIONE RISERVATA