Juventus-Lazio, tra infortuni e stanchezza la rincorsa è in affanno
di Emiliano Bernardini - Alberto Mauro

Juventus-Lazio, tra infortuni e stanchezza la rincorsa è in affanno

Andrea e Simone sono l’emblema dei quarantenni al potere. Due yuppies. Rampanti. Due illuminati entrambi consapevoli del proprio valore. In comune hanno l’ambizione: vogliono lasciare la propria impronta sul calcio italiano dei prossimi decenni. Diversi ma così uguali. In panchina hanno dimostrato forte personalità. Inzaghi è si veste da buono ma poi più di una volta a Formello ha fatto tremare i muri. Il suo valore aggiunto è la leadership nel gruppo. Pirlo è taciturno ma per lui parlano curriculum e carisma. Tanto da guadagnarsi subito il rispetto di uno numero uno come Ronaldo. Questa non è certo una stagione semplice. Infortuni e covid hanno intralciato il cammino di Juve e Lazio. Per questo ora si ritrovano a rincorrere con un leggero affanno. I bianconeri hanno il decimo scudetto come obiettivo anche se non centrarlo nell’anno della rifondazione non sarebbe certo un dramma. Più importante la Champions. Già, quell’Europa vitale anche per la Lazio. Tanto che Inzaghi l’ha definita lo scudetto dei biancocelesti. 
RISARCIMENTO PER L’ANDATA
La Lazio ha bisogno di una scossa positiva per riprendersi dalla batosta contro il Bayern. Ha subito il contraccolpo con il Bologna, il pasticcio del “rinvio-non rinvio” contro il Torino non ha aiutato. C’è bisogno di scaricare la tensione. E il modo migliore è giocare e vincere. Meglio ancora con un grande avversario. Restituirebbe quelle motivazioni necessarie ad affrontare lo sprint per il quarto posto. Obiettivo possibilissimo. Certo, molto dipenderà dal risultato di questa sera: «Partita importante, decisiva per la classifica». Per battere Pirlo servirà «la gara perfetta». I biancocelesti arrivano a Torino in emergenza. A quella difensiva che non si è ancora terminata si è aggiunta anche quella a centrocampo con l’infortunio di Lazzari. E poi c’è il solito problema del far giocare sempre gli stessi. Immobile ne è l’emblema. Ciro gioca da mesi con un problema al tendine. Avrebbe bisogno di riposare. Non certo stasera. Anche perché vuole un risarcimento per l’ingiustizia subita all’andata: venne fermato per un tampone poi risultato negativo. 
TAMPONI BIANCONERI
Pirlo è già un bivio, le prossime due partite (Lazio e Porto) saranno determinanti per la sua prima stagione in panchina. Ha avuto poco tempo per allenare (causa stagione serrata), e si è ritrovato a dover sperimentare in corsa nei primi mesi. Quando a gennaio sembrava aver trovato l’equilibrio definitivo, infortuni e Covid-19 hanno rimescolato le carte in campo, con certezze e automatismi in picchiata, proprio come i risultati. «Il nostro progetto va avanti, siamo in corsa su tutti i fronti» ricorda l’allenatore juventino alla vigilia. Vero, ma Coppa Italia a parte la Juve deve rimontare 10 punti (con la partita da recuperare) all’Inter e un 2-1 al Porto per approdare ai quarti di Champions, obiettivo minimo in Europa. Juve aggrappata a Ronaldo («Ha stretto i denti dando l’esempio»), che non riposa dalla Coppa Italia contro la Spal, ed è pronto agli straordinari contro Lazio e Porto. A preoccupare Pirlo, oltre alle assenze pesanti (Out Chiellini e Dybala, Arthur vede il Porto, mentre Bonucci e de Ligt non sono ancora recuperati al 100%) la positività di Bentancur e l’incubo di un altro focolaio: ieri tamponi per tutto il gruppo squadra, massima allerta anche per le positività di Provedel e un membro dello staff dello Spezia, ultimo avversario incrociato in campionato.


Ultimo aggiornamento: Sabato 6 Marzo 2021, 07:30

© RIPRODUZIONE RISERVATA