Lazio, c’è l’effetto Mancini:da Moro a Romero e Bertini, con Sarri vince la linea verde
di Daniele Magliocchetti

Lazio, c’è l’effetto Mancini:da Moro a Romero e Bertini, con Sarri vince la linea verde

Sfrontati ma non montati, freschi, giovani e bravi. Desiderosi di imparare e crescere sotto un maestro come Sarri. Sembra avanzare a grandi falcate la linea verde della Lazio. Una new-generation alla Holly e Benji che ha colpito e colto nel segno. Almeno per ora. Raul Moro e Luka Romero, rispettivamente 18 e 16 anni, sono i capofila di questa coraggiosa tendenza biancoceleste. Un po’ sullo stile del Dortmund o dell’Ajax. Questa è l’idea, la nuova linea, rompere un po’ col passato e osare. Appena l’anno scorso, la Lazio aveva con Juve e Inter un’età media di 29,7, una delle più alte d’Europa. Era giusto cambiare e provare a percorrere una strada diversa. Un suggerimento arrivato anche dal ct Mancini con la sua nazionale. E afferrato al volo. Ma non ci sono solo lo spagnolo e l’argentino, con loro c’è pure Marco Bertini, italiano e vivaio Lazio: sta sorprendendo lo staff e scalando posizioni. Chissà che non sia anche lui una sorpresa. Giovane (ha 23 anni) anche Jospip Brekalo attaccante croato entrato nei radar della Lazio, che il Wolfsburg potrebbe cedere in prestito con obbligo di riscatto. E così, oltre a Luis Alberto e Milinkovic, o quando arriverà Immobile, a stupire in questa fase del ritiro (domani ore 18 - diretta Sportitalia - ultima amichevole con il Padova e poi rientro nella Capitale) sono i due “ragazzini terribili”, come vengono affettuosamente chiamati a volte, che si stanno mettendo in evidenza.
SENZA PAURA 
Entrambi si muovono sul terreno di gioco quasi da veterani, senza alcun timore, rischiano, entrano anche duramente, ma ascoltano con umiltà e si mettono dietro ai più anziani. Quello più avanti, ma neanche troppo, è Moro, per l’età ma forse perché ha già debuttato in serie A, proprio l’anno scorso di questi tempi, era il 20 luglio e la Lazio giocava contro la Juve a Torino. Per lo spagnolo una manciata di minuti, niente di che, ma tanto per fare una scatto e mettere in apprensione un certo Bonucci che con affanno liberò l’area. Da lì il nulla, solo convocazioni e appena dieci minuti all’ultima giornata col Sassuolo. Inzaghi, probabilmente, non ha avuto voglia e pazienza, un peccato. Adesso una grande occasione di far vedere di cosa è capace: tecnica, rapidità notevoli, Insigne come modello e intelligenza tattica da affinare. Per questo però c’è Sarri che intravede in questo giovane esterno delle qualità importanti. Prima di partire per il ritiro ha firmato il rinnovo fino al 2025 (con opzione di conferma fino al 2026 che scatta al secondo anno) a cifre importanti, contratto già depositato in Lega. Felice e motivato Raul, che vive con mamma e papà all’Olgiata, subito ha legato con Luka Romero. I due più piccoli si sono coalizzati, hanno stretto amicizia per la giovane età e, a quanto pare, per la passione per la play. Sul messicano-argentino la curiosità della gente era tanta, per via dei video che circolano sul web e per il suo ingombrante soprannome “Piccolo Messi”. Se lo porta dalla Spagna da circa due anni, da quando ha esordito in Liga a 15 e 219 giorni, ma poi niente più. La Pulce è suo il suo idolo e cerca di emularlo in tutto, anche se è stato già ripreso da Sarri. Dopo un tentativo di “rabona”, il tecnico gli ha urlato “non siamo al circo”, lui ha incassato e ha ripreso a giocare. In allenamento e nella partita con la Triestina ha fatto vedere cose interessanti. Su di loro la Lazio punta parecchio, non sono di passaggio, ma una certezza della prima squadra. La new-generation chiede spazio. E invece la vecchia guardia lascia. Angelo Peruzzi ha rescisso il contratto con la Lazio: il tutto verrà formalizzato nelle prossime ore.


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio 2021, 07:30

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