Balotelli di nuovo in Nazionale. Ma Mancini assicura: «Non è la carta della disperazione»
di Marco Zorzo

Balotelli di nuovo in Nazionale. Ma Mancini assicura: «Non è la carta della disperazione»

Pensieri e parole di Roberto Mancini a due mesi (scarsi) dagli spareggi playoff per timbrare il pass al Mondiale di fine anno. Tre giorni di lavoro di uno stage, per ritrovarsi ma soprattutto per guardarsi in faccia e far ritornare quello spirito che solo sei mesi ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa dopo 53 (lunghi) anni. Il ct azzurro ha un’idea fissa in testa: non fallire l’accesso a Qatar 2022. Sarebbe inaccettabile per il calcio italiano dopo l’assenza a Russia 2018. 
Insomma, resettare e ripartire, cancellando gli ultimi mesi di un 2021 che per lo sport italiano è stato da incorniciare. Così ieri a Coverciano il Mancio su SuperMario di nuovo azzurro: «Se Balotelli è la carta della disperazione? Se la disperazione è quella prima dell’Europeo, va bene. Forse quando siamo disperati diamo il meglio ma non credo sia questa la situazione». Con tanto di puntualizzazione: «Ho sempre detto che le porte della Nazionale sono aperte, se ci sono giocatori che possono aiutarci siamo ben felici. A livello tecnico Mario è sempre stato bravo, bisogna vedere come sta fisicamente. Lo abbiamo perso un po’ di vista, vederlo dal vivo per un paio di giorni può essere molto utile e bastare per capire le sue condizioni».
Il ct è pure in vena di battute: «Balotelli cosa mi ha promesso? Assolutamente nulla... dei soldi mi ha promesso...». Poi le novità: «Joao Pedro ha qualità importanti e ci sta che sia qui con noi, Luiz Felipe può avere un grande futuro in questa Nazionale. Se Scamacca può essere l’attaccante titolare della Nazionale? Dipende da lui, ci abbiamo sempre creduto, il fisico e le qualità non gli mancano e ora sta segnando con continuità».
E poi altri Mancini-pensieri: «Quel che mi preme più di tutto in vista degli spareggi di marzo è che tutti gli attaccanti siano a disposizione - ha proseguito il ct azzurro - Se sarà così saremo abbastanza tranquilli. Avremmo fatto a meno di giocare i playoff, ma faremo del nostro meglio. La pressione ci sarà ma se è sana ci potrà fare bene».
Quanto ai possibili cambiamenti tattici in attacco ha spiegato: «Potremo giocare con due punte vicine oppure con due ali, possiamo valutare tutto ma non possiamo stravolgere il nostro gioco. Zaniolo a Basilea ha giocato anche come attaccante, lui ha i mezzi per essere una grande mezz’alta d’attacco». Amen.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Gennaio 2022, 09:51

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