Inter, difesa indifendibile: i conti non tornano, Inzaghi ha due mesi di tempo per tenersi la panchina

Inter, difesa indifendibile: i conti non tornano, Inzaghi ha due mesi di tempo per tenersi la panchina

di Alessio Agnelli

Inter, recessione continua: dai punti ai gol e ai ko incassati, tutto è in regresso, ma il progetto-Inzaghi non è in discussione. Almeno per ora e sicuramente fino alla sosta di metà novembre per i Mondiali in Qatar. In viale della Liberazione è questa, infatti, la linea di proprietà e dirigenza nerazzurra in merito a Simone Inzaghi e alla rottura prolungata della sua Inter indifesa e già sconfitta 4 volte (3 in A contro Lazio, Milan e Udinese in 7 giornate, una in Champions contro il Bayern in 2 turni) in stagione: rinviare ogni discorso sul futuro del piacentino a bocce ferme, e dopo altre 11 prove d'appello (7 in A, 4 in Champions), dal primo ottobre al 13 novembre, per archiviare crisi e problemi sul tavolo. Ad oggi, infatti, il deficit è pressoché totale dalle parti di Appiano. In campionato 3 punti in meno (12 contro 15) e 3 sconfitte in più (contro zero) rispetto a un anno fa, condite da 11 reti al passivo (9, 3 a match, nei 3 ko con Lazio, Milan e Udinese) e 13 segnate contro le 7 subite e le 17 messe a segno nel 2021-22 dopo 7 giornate.
In peggioramento anche la posizione in classifica: dal 3° posto dell'anno scorso (a 15 punti) dopo Napoli (21) e Milan (19), al 7°di quest'anno a 2 lunghezze dalla zona Champions. Ma, da domani (con la ripresa degli allenamenti di squadra ad Appiano; assenti 15 nazionali), Inzaghi avrà altri 53 giorni di tempo per trovare tutte le soluzioni anti-crisi e tenersi l'Inter.

A favore del tecnico, che «ha commesso i suoi errori», si è espressa la Curva Nord, criticando «i tifosi social isterici che inneggiano alla rivoluzione» e spostando l'attenzione sulla squadra, «perché da adesso nessun alibi per i giocatori, la tolleranza è finita». Vero è che il 46enne piacentino si è complicato la vita da solo, e non poco, in quel di Udine, a cominciare dai cambi degli ammoniti Bastoni e Mkhitaryan al 31' del primo tempo, quasi una costante di paura nello storico dell'ex Lazio con l'Inter (in totale 43 cambi di giocatori ammoniti su 221 effettuati).
Contro l'Udinese, rivedibili anche i 4 terzetti di difesa (nell'ordine Skriniar-Acerbi-Bastoni, Skriniar-Acerbi-Dimarco, D'Ambrosio-Skriniar-Acerbi e D'Ambrosio-De Vrij-Skriniar) cambiati in 90 minuti, che hanno tolto certezze e portato al doppio disastro del neo-entrato De Vrij nel finale. «Tre sconfitte in trasferta con tre gol subìti, non è più una cosa casuale - ha sottolineato Handanovic -. Dobbiamo ritrovare compattezza, lavorare e analizzare gli errori. Roma e Barcellona dopo la sosta? Meglio giocare, solo così puoi risolvere la situazione».
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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Settembre 2022, 09:23

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