Inter, Mazzarri mai così a rischio: si moltiplicano ​i nomi dei possibili successori
di Alessio Agnelli

Inter, Mazzarri mai così a rischio: si moltiplicano
i nomi dei possibili successori

MILANO - Mazzarri-Inter, altri sette giorni sulla graticola con Mancini in caldo. Tutto, ovviamente, è nelle mani del tecnico di San Vincenzo, che avrà a disposizione le prossime due partite (con Saint Etienne, giovedì in Francia, e Verona, domenica sera, al Meazza) prima della sosta per dimostrare di avere ancora il polso della situazione e della squadra, ko per la terza volta in stagione (su 10 gare di campionato) al Tardini e di nuovo allo sbando.

Ma, da Parma, rientra un Walter Mazzarri con qualche certezza in meno sul futuro (da contratto fino a giugno 2016) e molti dubbi in più sul progetto tecnico. Contro Cassano e compagni la sua Inter ha fallito, infatti, l'ennesima prova del nove, mancando per la nona volta (in una stagione e mezza alle sue dipendenze) la terza vittoria consecutiva, che avrebbe potuto rilanciarla nella corsa al terzo posto, e palesando il solito difetto di fondo: una sterilità offensiva, che inizia a farsi allarmante e che è diretta conseguenza di un possesso-palla in versione slow-motion con pochi sbocchi (solo sugli esterni, però a corto di interpreti al momento) alla manovra.

Numeri alla mano, sono infatti 15 (in 10 partite) le reti messe a segno da Icardi e compagni. 7 però solo con il Sassuolo, nella goleada del 14 settembre al Meazza, per un totale di 8 gol nelle altre nove gare di serie A disputate finora (le ultime 3 con Cesena, Samp e Parma concluse tra l'altro senza reti su azione: solo 2 rigori di Icardi). E bilancio, ovviamente, in rosso in rosso per WM. Ma non solo. Anche nel confronto a distanza con la passata stagione, la prima sulla panchina dell'Inter per l'allenatore di San Vincenzo, il saldo è negativo: 19 punti nelle prime 10 gare del 2013/14 contro i 15 messi in carniere quest'anno.

L'unico dato, invece, che fa sorridere, nonostante tutto, è la distanza dal terzo posto: a soli 4 punti attualmente (a dispetto del 9° posto in classifica) contro i 6 distacco (ma quarta posizione) dell'anno scorso dopo 10 giornate. Contro Saint Etienne e Verona l'imperativo è uno solo per Mazzarri: vincere, pena un esonero, il primo in carriera, che potrebbe materializzarsi a stretto giro di posta. Il nome che si sta facendo largo di ora in ora per la sua successione è quello del grande ex Roberto Mancini, disposto ad accettare un ingaggio al ribasso (sui 2 mln a stagione, da voci di corridoio) per tornare all'Inter. Molto quotato resta Mihajlovic, sia pure legato alla gestione Moratti.

Due, invece, le ipotesi di traghettatori (in attesa di Mihajlovic a giugno): Walter Zenga e Leonardo, entrambi apprezzati da Erick Thohir, e a cui piace anche lo spagnolo Roberto Martinez, allenatore dell'Eveton. Venerdì il tycoon sarà, infatti, a Nyon per l'audit con l'Uefa sul FFP (all'ordine del giorno il piano di rientro quinquennale dei nerazzurri), poi sarà il turno di WM. Con la speranza di non dover intervenire.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 3 Novembre 2014, 09:53

© RIPRODUZIONE RISERVATA