Immobile: «Troppe cattiverie su di me quando gioco con l'Italia». Poi finisce ko e lascia il ritiro degli azzurri
di Marco Zorzo

Immobile: «Troppe cattiverie su di me quando gioco con l'Italia». Poi finisce ko e lascia il ritiro degl azzurri

Autumn in... Coverciano. In effetti l’avvio della settimana che porta alla sfida spareggio di venerdì sera all’Olimpico tra Italia e Svizzera per la qualificazione diretta in Qatar 2022, è iniziata sotto una cattivissima stella per Roberto Mancini. Il ct già lunedì aveva congedato i romanisti Pellegrini e Zaniolo, sostituiti da Cataldi e Pessina. Ieri è invece toccato a Immobile: il bomber della Lazio, nonché capocannoniere della A con 10 reti, è tornato a Roma (chiamato al suo posto Scamacca del Sassuolo). Ciro in mattinata aveva sbandierato tutta la sua voglia di lasciare il segno, candidandosi ad essere «il centravanti dell’Italia ai prossimi Mondiali». 
Nell’attesa aveva dichiarato di non vedere l’ora di scendere in campo all’Olimpico, nel suo stadio, per giocare con la Nazionale da capitano della Lazio dopo aver saltato in ottobre la Nations League per una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia destra. Invece dopo gli accertamenti effettuati oggi 
Immobile, che nelle scorse settimane era rimasto a riposo per un affaticamento salvo poi recuperare per le partite di Europa League con il Marsiglia e di campionato con la Salernitana, ha dovuto dare forfait, fare i bagagli e lasciare il ritiro: l’esito degli esami parla di «sofferenza a carico del muscolo soleo della gamba sinistra», problema emerso negli ultimi giorni che lo rende indisponibile per gli ultimi due impegni del 2021 della Nazionale, appunto lo spareggio con la Svizzera e la successiva trasferta con l’Irlanda del Nord, entrambi validi per le qualificazioni mondiali. 
Servono almeno 4 punti all’Italia per chiudere in testa al Gruppo C e accedere direttamente a Qatar 2022. E i gol di 
Immobile, tra l’altro, è l’attaccante azzurro più prolifico fra quelli in attività con 15 centri, sarebbero serviti eccome alla causa e anche a se stesso, per mettere a tacere chi lo ha spesso preso di mira «facendomi soffrire - ha raccontato in conferenza a Coverciano - Quando indossi questa maglia le critiche fanno parte del gioco e le accetto ma mi dispiace non avere avuto a volte lo stesso trattamento degli altri, sembrava che non avessi fatto parte dei 26 che hanno vinto l’Europeo e questa è una cattiveria bella e buona». 
Ciro precisa: «Andare al Mondiale rappresenterebbe la degna chiusura di un ciclo, ci teniamo tutti moltissimo e lavoriamo per qualificarci evitando i playoff: la delusione del 2017 l’ho cancellata dalla mia memoria». Intanto venerdì dovrà limitarsi a fare il tifoso. Stavolta potrebbe toccare al Gallo Belotti, a meno che Mancini non decida di schierare l’Italia con il falso nove. E Immobile dice: «Noi ci parliamo sempre, ci diciamo che la Nazionale ha bisogno di noi, dei nostri movimenti e dei nostri gol». Appunto, niente scherzi.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 10 Novembre 2021, 08:53

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