Fulvio Collovati: «Il Milan ora può aprire un ciclo. Leao ha colpi da fuoriclasse, come Ronaldo e Messi»

Fulvio Collovati: «Il Milan ora può aprire un ciclo. Leao ha colpi da fuoriclasse, come Ronaldo e Messi»

di Luca Uccello

Scudetto al Milan. Dietro l’Inter. Primo Stefano Pioli, secondo Simone Inzaghi. Un campionato lungo, faticoso, pieno di colpi di scena. Non alla fine, negli ultimi novanta minuti dove è andato tutto come previsto. Ed è arrivata la festa  meritata per il 19esimo scudetto rossonero.

 

Fulvio Collovati ha vinto la squadra più forte?

«I numeri parlano chiaro. È la squadra che ha vinto più partite, più match lontano da San Siro. Il Milan è la squadra che ha subito meno gol. Una squadra con un potenziale fuoriclasse come Rafael Leao, con due centrali formidabili e un attaccante di grande esperienza che nei momenti decisivi c’ sempre stato. Sgombriamo il campo da ogni equivoco… Il migliore è quello che dimostra di esserlo sul campo e il Milan lo ha dimostrato…»

 

E l’Inter?

«Ha vinto la Supercoppa e la Coppa Italia non ci si può lamentare anche se un po’ l’amaro in bocca ai tifosi rimane. Stava dominando il campionato poi ti si è fermata e ha fatto solo 7 punti in 7 partite. Negli occhi di tutti rimane la notte di Bologna ma io mi chiedo cosa sia successo in quelle partite…»

 

Maignan da una parte, Handanovic dall’altra con l’errore di Radu

«Maignan è il miglior portiere del campionato. Non ne trovo un altro con una regolarità come la sua. Ha fatto meglio di tutti anche di Handanovic… È stata la ciliegina sulla torta ricca di una società che non si è sottomessa ai ricatti dei giocatori e dei loro procuratori…»

 

Questo appena concluso verrà ricordato anche come il campionato di Radu…

«Troppo facile prendersela con i più deboli. Rimane il suo errore, ma l’Inter poteva vincerla anche prima quella partita. Era sull’1-1, aveva il tempo per poterla a casa e invece non l’ha vinta… Prendersela con lui per me è sbagliato. Lo scudetto l’Inter l’ha perso in quelle sette partite: su 21 punti a disposizione ne hai fatti sette…»

 

Da stopper  Campione del Mondo con l’Italia nel 1982 cosa pensa di Kalulu e Tomori…

«Pierre è un’altra scoperta della società, Tomori una conferma. Sono stati insieme a Maignan le sorprese di questa squadra. Si integrano a perfezione, sono veloci, forti di testa. Hanno innalzato il muro rossonero…»

 

Chi sceglie tra i tre difensori centrali dell’Inter?

«Skriniar il migliore. Per prestazioni, per continuità di rendimento per tutto. C’è stato un momento che si era inceppata tutta la squadra… Ma Milan, insieme forse a Perisic, è stato l’unico a non mollare mai»

 

Tonali e Brozovic gli uomini simbolo del centrocampo di Milan e Inter?

«Brozovic è il punto di riferimento dell’Inter, il play. Da lui passa tutta l’Inter. Tonali a suo modo è una sorpresa. Ha dimostrato di essere un centrocampista diverso, non come tutti gli altri. E l’intuizione di spostarlo qualche metro più avanti è stata vincente»

 

Giroud e Dzeko due vecchietti dal rendimento diverso…

«Quando ogni tanto qualcuno storceva il naso parlando di Giroud mi veniva da ridere. Ha vinto ovunque. Stiamo parlando di un attaccante che ha fatto gol con tutti, che fa gol che contano. Criticarlo è stato sbagliato…»

 

E Dzeko?

«Ha avuto una fase iniziale dove è stato protagonista, un punto di riferimento, poi è calato ed è calata anche l’Inter. Nel girone di ritorno ha giocato di meno ma per fortuna c’ha pensato Lautaro Martinez. Edin Dzeko è la sintesi del campionato dell’Inter. Non si può pensare che potesse sostituire Lukaku. Stiamo parlando di due giocatori diversi…»

 

A proposito di vecchietti: cosa farà Ibra?

«Dipende sempre dalla volontà del giocatore, da come si sente, da cosa si aspetta. Non potrà pretendere di fare tante partite ma è un giocatore di carisma. Io non guardo la carta d’identità. Io guardo il carattere, la voglia. E a lui non manca niente»

 

È lo scudetto di Stefano Pioli?

«È il suo primo trionfo, il suo capolavoro. La vittoria va condivisa con tutti ma lui ha saputo plasmare la squadra. Ha saputo costruire una difesa solida, ha saputo dare fiducia a tutto il gruppo anche a chi ha giocato meno, chi sembrava essere sparito. E poi la mossa Kessie trequartista, che tanti hanno sottovalutato, poi quella di spostare Tonali più avanti. L’allenatore incide quando fa mosse decisive…».

 

E' l’inizio di un ciclo vincente?

«Se prendi due tre giocatori giusti dico di sì. Serve un nuovo Kessie, un difensore come Botman e poi devi prendere un’altra punta da doppia cifra. Poi la differenza la fa sempre la fame con cui entri in campo».

 

Abbiamo dimenticato qualcuno?

«Direi Rafael Leao…»

 

Non uno qualsiasi

«Ha i colpi del fuoriclasse. Negli ultimi anni abbiamo avuto Cristiano Ronaldo alla Juventus, abbiamo sempre ammirato Messi… ma quando parlo di colpi e vedo le sue giocate penso che non abbia niente da invidiare a questi due giocatori»


Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Maggio 2022, 15:10

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