De Rossi, la Roma non gli rinnova il contratto. Contro il Parma l'ultima partita: «Lo avevo capito, non sono uno scemo»

di Francesco Balzani
L’addio di Daniele De Rossi è piombato come una bomba sulla mattinata dei tifosi romanisti e non. La conferenza stampa del capitano giallorosso, però , ha avuto effetti ancora più devastanti.  La decisione è stata comunicata ieri da Pallotta alla dirigenza italiana, ma era stata presa già da tempo.

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“Io non volevo lasciare, avrei voluto continuare per 1 o 3 anni ma la società non vuole. Come posso essere felice?”, una dichiarazione che non lascia alibi. Che non lascia spazio a interpretazioni. “La comunicazione del mancato rinnovo è di ieri, ma non sono scemo e avevo già capito - ha proseguito De Rossi -. Non ho ancora deciso dove giocherò, ma mi sento un calciatore e voglio continuare a giocare. Non mi sono mai pentito di avere dedicato la mia carriera alla Roma. Se non sarebbe stato più giusto che a decidere che finiva qui fossi stato io e non la società? No, la dirigenza è qui apposta per decidere. Qualcuno un punto lo deve mettere. Al limite mi spiace che ci siamo parlati poco in questo periodo. Ho sempre detto che mi sarebbe piaciuto fare l’allenatore, mentre fare il dirigente non mi attira troppo anche perché, senza fare polemiche, mi sembra che si incida ben poco. Per ora lascio fare il lavoro sporco a Francesco (Totti, ndr.). Non condivido la decisione del club ma la accetto serenamente. Anche perché quando sono sceso in campo, al netto degli infortuni, credo di avere fatto abbastanza bene. Di problemi in spogliatoio non ne ho creati, semmai ho provato a risolverli. Se fossi stato dirigente avrei rinnovato a un giocatori così. Ringrazio Fienga e Massara, poi parlerò un giorno con Pallotta e Baldissoni. La partita che avrei voluto cambiare? Direi Liverpool-Roma della scorsa stagione. Ma qualche rimpianto ce l’ha anche Messi, che pure ha vinto tutto”. 
 

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Poi sul futuro: “Non ho parlato con nessuno perché non volevo deconcentrare la squadra e me stesso. Ora vedrò le offerte. America o Europa? Non lo so, io mi sento ancora calciatore. Ne parlerò col mio procuratore e con la mia famiglia”. Attenzione a Conte e alla possibilità Inter. 
 
 


 
Martedì 14 Maggio 2019, 08:45



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