Cengiz Ünder e il tweet pro Erdogan: il «saluto militare» dopo l'attacco ai curdi in Siria

Cengiz Ünder e il tweet pro Erdogan: il «saluto militare» dopo l'attacco ai curdi in Siria

di Domenico Zurlo
I bombardamenti della Turchia contro i curdi al confine siriano stanno dividendo l'opinione pubblica, con tantissimi messaggi di condanna a livello politico, molti meno a livello sportivo: gli atleti simbolo dello sport turco infatti da anni hanno tantissime remore ad esprimersi politicamente, e quando lo fanno è quasi sempre per sostenere Erdogan e il suo governo. Uno di questi è Cengiz Ünder, attaccante della Roma, cresciuto peraltro nell'Istanbul Basaksehir, che per tutti in Turchia è «la squadra di Erdogan».

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Ünder su Twitter poco fa ha postato una eloquente foto in cui mostra una sua esultanza con la mano sulla fronte, come sull'attenti, accompagnata da tre bandiere turche. Assente dalle convocazioni del suo ct Şenol Güneş per via di un infortunio che lo tiene lontano dai campi ormai da oltre un mese, il giallorosso ha rotto il silenzio con questo tweet: sostegno alla sua Nazionale, o al regime di Erdogan? Non è chiaro per ora.

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Del resto Cengiz è recidivo: già a febbraio di un anno e mezzo fa, dopo i gol contro Verona e Benevento, aveva postato una foto praticamente uguale, nei giorni di un altro attacco turco ad Afrin, contro un'enclave curdo-siriana. Quella foto fu poi retwittata da un membro del governo di Erdogan, a togliere ogni dubbio sul suo significato, cioè un omaggio per tre soldati turchi morti proprio nell'offensiva di Afrin. NON SOLO UNDER Ma non è solo Cengiz Ünder a schierarsi pro Erdogan: sono tanti i calciatori della Nazionale a esporsi pubblicamente, e qualcuno gioca anche nel nostro campionato. L'ultimo è Merih Demiral, difensore della Juventus: curioso che un suo tweet sia stato postato a brevissimo tempo da un altro post di una bandiera juventina come Claudio Marchisio, che esponeva argomenti decisamente diversi. E ancora Hakan Çalhanoğlu, centrocampista del Milan, che sempre su Instagram ha postato una foto di militari turchi descritti come salvatori di bambini. 

Tra i sostenitori storici di Erdogan anche giocatori di origini turche ma che hanno fatto all'estero le loro fortune: uno su tutti Mesut Özil, campione del mondo con la Germania, da sempre molto vicino al regime (Erdogan è stato persino il suo testimone di nozze). Ma anche İlkay Gündoğan, anch'egli nazionale tedesco, stella del Manchester City di Pep Guardiola, che si fece fotografare con lo stesso Özil insieme proprio a Erdogan, causando furiose polemiche.

IL CASO KANTER Molto diverso invece è il caso di Enes Kanter, stella della NBA. Kanter non è affatto un sostenitore di Erdogan, anzi è un suo strenuo oppositore, molto vicino a Gulen, il principale avversario di Erdogan: per questo il presidente turco ha persino provato con l’estradizione a farlo rientrare in patria, lui che vive negli USA da anni, terza scelta assoluta nel draft 2011, ora nei Boston Celtics.

Da tempo soprattutto tramite i social o anche nelle sue interviste Kanter non ha paura ad esporsi contro Erdogan: una scelta che gli ha portato via la sua famiglia, che vive ancora in Turchia, e che si è dissociata dalle sue azioni. Attualmente suo padre è sotto processo per una presunta partecipazione a gruppi terroristici pro Gulen. In una lettera Enes, dopo essere stato scaricato dai suoi parenti (forse costretti a farlo) scrisse: «Ho perso mia madre, mio padre, la mia famiglia e tutti i miei parenti. Mio padre mi ha chiesto di cambiare il mio cognome. Mia madre mi ha rinnegato». Ma aggiungendo: «Darei anche la vita per questa causa». Evidentemente, non per tutti è così.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Ottobre 2019, 13:34

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