Capello: «Scudetto bello e combattuto. Inter e Napoli in pole, poi il Milan. Mou e Sarri? Giudichiamoli tra un anno»

Capello: «Scudetto bello e combattuto. Inter e Napoli in pole, poi il Milan. Mou e Sarri? Giudichiamoli tra un anno»

di Luca Uccello

Per ricordare Luca Attanasio, Ambasciatore italiano in Congo, scomparso tragicamente esattamente un anno fa, nell’oratorio San Giorgio di Limbiate si è svolto un triangolare di calcio a 7 tra la Nazionale Italiana Cantanti, Mama Sofia e la Play2Give allenata da Fabio Capello. Tra un tempo e l’altro c’è il modo di parlare.
Capello, sarà uno scudetto combattuto?
«Sicuramente, che sarà giocato nell’incertezza sino alla fine».
L’Inter sembrava poterlo vincere ancora con facilità. Vero?
«Ma sta andando ancora bene all’Inter perché quelle dietro non ne hanno approfittato: potenzialmente l’Inter è ancora prima. Ora peseranno molto le partite di Champions, poi quelle di Coppa Italia: c’è un Milan-Inter molto importante».
Ora però la squadra di Inzaghi sembra in difficoltà…
«È un momento di riflessone non tanto di flessione perché quando mancano certi giocatori si pagano gli errori o la differenza di valore che c’è fra i vari giocatori a disposizione».
E il Milan capolista?

«Sta facendo bene, tutti lo guardiamo divertiti però sembra che arrivi lì, stia lì ma senza quella determinazione che servirebbe per raggiungere il famoso obiettivo: vincere il campionato. Sotto questo aspetto ti dà più idea di forza il Napoli e anche l’Inter».
Le sue favorite per la vittoria finale, allora? 
«Il Napoli l’ho dato favorito a inizio stagione insieme all’Inter. Per cui non sono sorpreso. Mi sorprende solo che sia molto legato a uno o due giocatori che fanno la differenza, vedi Osimhen, per esempio».
La Juventus di Vlahovic dove può arrivare? 
«Vlahovic è uno che può fare la differenza, che si fa sentire in campo. La Juve anche con Zakaria ha fatto un altro grande acquisto. Diciamo che ora Allegri ha una squadra davvero competitiva».
Roma e Lazio: si aspettava di più da Mourinho e Sarri? 
«Roma bisogna capirla. Quando arrivi c’è grande entusiasmo, poi bisogna riuscire a mantenerlo. È un mondo diverso. Mourinho e Sarri non vanno giudicati quest’anno ma il prossimo». 
Ci sarà il tempo per aspettarli? 
«Credo proprio di sì. Non penso che i presidenti facciano investimenti e scelte per un anno. Non sarebbe logico».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Febbraio 2022, 07:00

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