Boris Johnson asso pigliatutto: vuole l'intero l'Europeo e il Mondiale 2030

Boris Johnson asso pigliatutto: vuole l'intero l'Europeo e il Mondiale 2030

di Roberto Avantaggiato

Boris Johnson cala l’asso per fare all in con il calcio. Le tre gare già programmate a Wembley del prossimo campionato europeo (semifinali e finale) e la competizione continentale per donne del prossimo anno già in tasca non bastano al premier britannico. Che per rilanciare il Paese vuole portare nella Terra d’Albione anche le altre partite di Euro 2021 e l’organizzazione dei Mondiali del 2030, quest’ultimi obiettivo del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina. «Siamo la patria del calcio», ha detto con orgoglio il capo del Governo del Regno Unito, parlando della proposta di accentrare in una sola nazione (anziché le 12 previste dall’Uefa, per l’Italia c’è Roma) la prossima competizione continentale. Ipotesi che coinciderebbe con il ritorno del pubblico sugli spalti, anche se solo parziale.

PASSO AVANTI 
Johnson si fa forte delle difficoltà che numerosi paesi europei stanno avendo nel portare avanti il piano di vaccinazione, a fronte di un’ondata di contagi che non sembra fermarsi e che costringono i governi nazionali ad attuare massicce restrizioni. Nel Regno Unito, invece, il massiccio piano messo in atto dal Governo (20 milioni i cittadini britannici già vaccinati) ha dato risultati immediati, con un abbattimento dei contagi che ha fatto rialzare la testa al premier inglese, che un anno fa fu fortemente criticato per il ritardo nell’attuare il lockdown. Ora, invece, la Gran Bretagna punta forte sul calcio per prendersi la rivincita nei confronti dell’Europa, dalla quale si è staccato. «Siamo pronti a ospitare tutte le gare dell’Europeo, se l’Uefa vorrà», ha detto Johnson parlando al The Sun. «Se vogliono che ospitiamo qualsiasi altra partita, siamo certamente disposti a farlo», ha aggiunto spiegando tuttavia che la decisione spetta all’Uefa, che il prossimo 5 aprile darà risposte più chiare sullo svolgimento dell’Europeo.

VOLANO
Diventare l’unico Paese ospitante di Euro2020 (si chiamerà ancora così, con la data originaria) sarebbe un grandissimo volano per la candidatura che Regno Unito e Irlanda vogliono avanzare per il Mondiale del 2030.

Progetto che il Cancelliere Rushi Sunak è pronto a finanziare con uno stanziamento speciale di 2,8 milioni di sterline. «Siamo la casa del calcio, è il momento giusto. Sarebbe assolutamente una cosa meravigliosa per il Paese», le parole ribadite da Johnson anche attraverso un tweet. Che accompagna anche un massiccio piano di rilancio per tutto il calcio britannico, compreso quello di base. «Vogliamo fare molto di più per incoraggiare lo sport post-pandemia e vedere una prospettiva per gli anni a venire». Il governo inglese investirà infatti 25 milioni di sterline nel calcio di base, soldi che serviranno anche per finanziare la realizzazione di circa 700 nuovi campi in tutto il Regno Unito. Stanziati anche 1,2 milioni di sterline in più per Euro2022 femminile.

FIGC IN ALLERTA
La notizia della doppia candidatura del Regno Unito ha fatto sobbalzare dalla sedia i vertici della Federcalcio, che sull’Europeo hanno puntato molto (Roma salvo colpi di scena ospiterà l’11 giugno la gara inaugurale Italia-Turchia) e che guardano al mondiale del 2030 come un possibile traguardo dell’attuale governance. È stato lo stesso presidente Gravina, in occasione della consegna dei 600 palloni al personale dello Spallanzani di Roma, a ribadire di avere «molta fiducia nelle nostre autorità di governo e siamo convinti che recupereremo terreno per quanto riguarda la politica della vaccinazioni». Il presidente della Figc respinge con decisione l’ipotesi di sede unica per i prossimi Europei, parlando di «voci infondate» e annunciando che lo Spallanzani sarà la struttura sanitaria di riferimento per i match degli Europei. «La nostra disponibilità a una collaborazione con il mondo dello sport che ci viene richiesta è il prosieguo di un rapporto di lealtà tra istituzioni del Paese che si pongono, come giusto, al servizio della collettività», ha sottolineato il direttore sanitario Francesco Vaia.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 3 Marzo 2021, 07:30

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