Luigi Datome: «Tornare alla Virtus Roma sarebbe molto romantico. Ai Mondiali dobbiamo farci trovare pronti»
di Enrico Chillè

Luigi Datome: «Tornare alla Virtus Roma sarebbe molto romantico. Ai Mondiali dobbiamo farci trovare pronti»

La lunga estate calda di Luigi Datome, capitano e colonna dell'Italbasket, passa per il ritiro in vista dei Mondiali. Il cestista di Olbia è pronto a unirsi ai compagni, agli ordini di coach Sacchetti, per una grande avventura azzurra. E intanto si racconta, tra passato, presente e, soprattutto, futuro.



Dove può arrivare l'Italia, vi siete prefissati un obiettivo minimo?
«Pensiamo a prepararci con serietà e impegno, per farci trovare pronti. Inizieremo il 22 luglio, manca ancora qualche giorno, una volta a ridosso dell'appuntamento sapremo sicuramente qualcosa in più. L'importante è rendere i tifosi fieri di noi».

La Nazionale è talentuosa ma il basket italiano è in crisi. C'è un modo per rilanciare il movimento?
«Tutti vorremmo saperlo, ma non ci sono bacchette magiche: servono programmazione, lungimiranza, regole da rispettare per dare stabilità e standard precisi al movimento. Mi rendo conto che queste cose sono condivise da tutti, ma più facili a dirsi che a farsi».

Hai appena rinnovato con i turchi del Fenerbahçe per tre anni. Nel 2022 ti vedremo tornare alla Virtus Roma, nel caso in cui si verifichino le giuste condizioni?
«Ora mi concentro sul Fener, per continuare uno splendido ciclo. Poi possono succedere tante cose e non mi precludo alcun scenario, anche se so bene che tornare alla Virtus sarebbe molto romantico».

Ci sono persone che sono state decisive per la tua carriera?
«Obradovic mi ha reso un giocatore vincente, ma a farmi crescere come persona sono stati tanti compagni, amici e familiari».

Datome scrittore, come è nata l'idea?
«Non sono a fine carriera, ma la prossima sarà la mia diciassettesima stagione da professionista. Avevo tante cose da raccontare e messaggi da trasmettere. Sono molto felice che la mia autobiografia abbia suscitato tanto interesse, vuol dire che il momento era quello giusto».
Mercoledì 17 Luglio 2019, 09:48
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