Roma, De Rossi non crede più nella Champions: «Difficile che l'Atalanta non faccia 3 punti»

Roma, De Rossi non crede più nella Champions: «Difficile che l'Atalanta non faccia 3 punti»

di Stefano Carina

Almeno a parole, non ci crede più. A chiudere lo spiraglio apertosi mercoledì, con la vittoria insperata dell’Europa League da parte dell’Atalanta, ci ha pensato il suo amico Motta. Il ko del Bologna contro il Genoa è uno schiaffo alle speranze Champions della Roma. A questo punto Gasperini potrebbe ritrovarsi quarto, vincendo appena una delle due gare tra Torino e Fiorentina (in programma il 2 giugno, a torneo concluso) che gli rimangono. Non certo un’impresa titanica. A fare la differenza saranno le motivazioni, la testa, quella che - assicura Daniele - questa sera ad Empoli non mancherà: «Per la Champions penso che sia difficile che l'Atalanta non faccia i punti che le servono per arrivare sopra la quinta posizione. Contro l’Empoli giocheremo una partita seria ma io sono già proiettato su quello che ci serve il prossimo anno per non aspettare incastri e favori per ottenere un obiettivo». Parole che trasudano orgoglio. Bisogna voltare pagina. Basta con la Roma da sesto posto, con la Roma che deve elemosinare favori altrui. C’è bisogno di costruire qualcosa di nuovo, possibilmente di duraturo. Concetti che fanno rima con il nuovo responsabile dell’area tecnica Ghisolfi: «La Roma ha fatto un comunicato, con lui ci siamo parlati. Le prime impressioni sono buone, ma abbiamo tanto tempo per parlare del mercato, di quello che sarà. Il calcio è un libro che si scrive ogni giorno. Il bilancio di questi mesi? Mi hanno ricordato cose che già sapevo. Ci sono persone che non vedono l'ora di ricordarti che alcune cose non le fai bene. Ho avuto delle conferme su cose che devo migliorare sotto l'aspetto tattico e di gestione. Io e il mio staff siamo nel posto giusto.

La prossima stagione sarà fondamentale per creare qualcosa di duraturo». Ora bisogna capire chi farà parte del nuovo progetto. Quando gli viene chiesto di Dybala, il discorso è focalizzato esclusivamente sulla partita di oggi: «Si è allenato, può giocare». Ma il domani? Cosa vuole Paulo? E soprattutto, cosa vuole la Roma? Perché quello che pensa Daniele è risaputo: lo terrebbe, senza se e senza ma, anche sapendo di doverlo centellinare e impiegare soltanto nelle gare che contano (un po’ quanto fatto con Spinazzola nell’ultimo periodo). Il discorso però è più ampio e abbraccia da un lato le ambizioni del calciatore (che vuole tornare a giocare la Champions) e dall’altro le riflessioni del club che si trova con un campione in rosa che però in questa stagione ha giocato soltanto il 52% dei minuti e il prossimo anno guadagnerà la bellezza di 8 milioni.

RICOSTRUZIONE

E poi, tra prestiti (Llorente, Kristensen, Sanches, Azmoun, Lukaku e Angeliño), gli elementi giunti a fine contratto (Spinazzola e Rui Patricio) più i calciatori che sembrano aver terminato il loro ciclo in giallorosso (Karsdorp, Smalling, Aouar più i rientranti Solbakken, Shomurodov, Belotti e forse Kumbulla)l’esercito che è pronto a lasciare Trigoria (almeno nei desiderata) è numeroso. Del ungo elenco, DDR terrebbe Lukaku, Spinazzola e Angeliño: probabilmente verrà accontentato soltanto per lo spagnolo, visto che basterà versare 5 milioni per riscattarlo. Poi sarà rivoluzione o se preferite, ricostruzione. La sostanza, per una volta, non cambia.


Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio 2024, 07:00
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